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LOCARNO

«Meno Cina, più Ticino»

L'interrogazione di Stefano Lappe e Orlando Bianchetti alla Città di Locarno
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«Meno Cina, più Ticino»
L'interrogazione di Stefano Lappe e Orlando Bianchetti alla Città di Locarno

LOCARNO - Il mercato settimanale di Locarno solleva forti perplessità. Lo sostengono i consiglieri comunali Stefano Lappe e Orlando Bianchetti (PLR) che, insieme all'intero gruppo partitico, hanno inoltrato un'interrogazione al Municipio in data 21 aprile 2026.

Impegni disattesi e decoro carente - Nel documento si parla di impegni non mantenuti da parte della Città a quasi un anno da una precedente interpellanza del 18 maggio 2025. Viene denunciata una «assenza complessiva di decoro» dovuta a una massa di gazebo eterogenei, imballaggi esposti e una disposizione casuale della merce ritenuta «indegna» per il salotto urbano di Piazza Grande. Come termine di paragone positivo, viene citato il «modello di Lugano», auspicando l'adozione di strutture espositive uniformi e di qualità.

Identità territoriale cercasi - Lo slogan proposto, «Meno Cina e più Ticino», riassume la critica principale: un mercato privo di identità dove i prodotti esteri di bassa qualità mettono in ombra l'artigianato autentico e i produttori locali. I firmatari chiedono criteri di ammissione più restrittivi, privilegiando la territorialità e la qualità alimentare per rilanciare il posizionamento turistico della città.

Soluzioni concrete - Vengono suggerite diverse misure per invertire la rotta. Una delle proposte principali riguarda la revisione delle tariffe a favore dei produttori locali: i consiglieri chiedono infatti di «ridurre sensibilmente la tassa di partecipazione per i piccoli artigiani e produttori locali qualificati (indicativamente ca. CHF 30.00/giorno)». L'obiettivo è che il mercato venga considerato come un investimento per la vitalità del centro e non come una mera «fonte di reddito tramite le tasse di occupazione del suolo pubblico».

Parallelamente, si punta a trasformare l'evento in un'esperienza più coinvolgente, suggerendo di «prevedere momenti di animazione (artisti di strada, musica, dimostrazioni dal vivo, ecc.) in particolare in occasione dei mercati straordinari», come quello di Pasqua. Infine, sotto il profilo della gestione, i firmatari caldeggiano l'istituzione di una «commissione consultiva per la valutazione delle candidature» e la definizione di un piano strategico rigoroso che contenga «obiettivi chiari e verificabili per il 2026».

I consiglieri concludono con una posizione netta - Se non vi sono le condizioni per garantire un mercato decoroso e coerente con la vocazione di Locarno, è preferibile ridimensionarlo drasticamente piuttosto che proseguire con formule che danneggiano l'immagine della città.

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