Camion e sicurezza: «A quando controlli conseguenti e una segnaletica a Pasquerio?»

L'interrogazione di Nara Valsangiacomo
L'interrogazione di Nara Valsangiacomo
BELLINZONA - Aggirano i controlli del Centro di controllo veicoli pesanti (CCVP) di Giornico e attraversano i centri abitati a velocità sostenuta, superando i limiti e aumentando rumore, emissioni e rischi per la sicurezza. Per Nara Valsangiacomo (Verdi del Ticino) la soluzione è semplice: «Come suggerita dal Consiglio federale, sarebbe semplice: installare un divieto di transito carri pesanti alla rotonda di Pasquerio, con eccezione per il servizio a domicilio». Una misura che, sottolinea nell’interrogazione al Consiglio di Stato, porterebbe «un duplice vantaggio: si eviterebbe di incoraggiare il comportamento di elusione dei controlli, dando sollievo ai borghi caratterizzati dall’attraversamento», con benefici sia per la sicurezza stradale sia per la qualità di vita della popolazione leventinese.
Valsangiacomo ricorda che «risale a circa 4 anni fa l’inaugurazione del centro di controllo veicoli pesanti (CCVP) di Giornico», uno dei nove presenti in Svizzera e tra i più rilevanti lungo l’asse del Gottardo. Nonostante il suo ruolo, «le cifre rimangono poco incoraggianti»: circa un terzo dei controlli evidenzia difetti e «nel 2023 sono 4775 i veicoli che nei CCVP e nei controlli mobili hanno addirittura dovuto essere tolti dalla circolazione (ca il 5%)». Le principali infrazioni riguardano «violazioni quanto alle dimensioni e al peso, difetti tecnici e il mancato rispetto dei tempi di lavoro e di riposo», con una tendenza in aumento.
Si tratta però di dati che verosimilmente non rappresentano la problematica, a causa del fenomeno dell’elusione dei controlli: «Uscendo allo svincolo di Biasca e rientrando a Faido sarebbe possibile riuscire a non farsi controllare». Questo comporta l’attraversamento dei centri abitati di Pollegio, Bodio e Giornico, «una pratica che pesa sulla popolazione, esposta al rumore e alle emissioni inquinanti, come pure ad una diminuzione della sicurezza per la mobilità in centro paese». Un impatto tutt’altro che marginale, se si considera che «un autocarro produce infatti tante emissioni quanto 10 automobili». A ciò si aggiunge «la tendenza all’eccesso di velocità»: «Ancora nel 2025 la velocità media dei carri pesanti è di 90 km/h a fronte di un limite di velocità imposto di 80 km/h». E conclude: «Naturalmente lungi dallo stigmatizzare chi lavora nel settore, spesso sottoposto a pressioni e tempistiche disumane, è evidente il rischio che il traffico pesante costituisce transitando nelle località».
Le domande al Consiglio di Stato
- Negli ultimi tre anni sono stati effettuati controlli di velocità specificamente mirati al superamento del limite massimo di velocità per i camion (80 km/h)?
- In caso affermativo: con quale frequenza sono stati effettuati i controlli, con quale frequenza i camion hanno superato il limite di velocità su quante strade in media e a quale velocità viaggiano?
- In caso negativo: perché la velocità dei camion non viene controllata in modo più approfondito almeno sui tratti fortemente trafficati dal traffico pesante?
- Quali possibilità, anche di natura tecnologica o strategica in materia di controlli, intravede il Governo cantonale per affrontare efficacemente il problema? Sono necessari, ad esempio, sui tratti di transito, autovelox mobili e/o fissi orientati ai camion?
- Le multe sono sufficientemente elevate da avere un effetto deterrente?
- Sono necessari contributi per le autorità cantonali, ad esempio provenienti dai proventi della tassa sul traffico pesante , affinché si effettuino maggiori controlli specifici sui camion?
- Come valuta il CdS la posa di una segnaletica di divieto attraversamento carri pesanti presso la rotonda di Pasquerio? Quali sono i motivi per cui la misura non sarebbe più prevista?




