Sul salario minimo c'è l'intesa

Sottoscritto da tutte le forze politiche in Gestione il rapporto commissionale. La palla passa al Gran Consiglio
BELLINZONA - Si presenta solida e destinata a ottenere un’ampia maggioranza in Gran Consiglio nella sessione di aprile, l’intesa sul salario minimo ticinese, frutto del compromesso sull’iniziativa popolare del PS.
Il rapporto commissionale, firmato da esponenti di tutte le forze politiche in Gestione, conferma i cinque punti dell’accordo, definito come stabile e condiviso.
Soddisfazione trasversale tra i partiti: Fabrizio Sirica, interpellato dal Cdt, sottolinea l’impatto concreto della misura, con circa 23 mila lavoratori interessati da aumenti salariali, molti dei quali donne impiegate nei settori a basso reddito. L’accordo, evidenzia, offrirà maggiore sicurezza economica e migliori opportunità per i residenti.
Per il PLR, Alessandro Speziali rimarca il valore del metodo e del risultato: una soluzione unica, sostenibile e prevedibile, capace di evitare incertezze e tutelare il tessuto economico.
Anche il Centro parla di sintesi efficace, frutto di concessioni reciproche. Secondo Maurizio Agustoni, l’intesa evita il rischio di salari minimi insostenibili che avrebbero potuto danneggiare le stesse imprese e i lavoratori.
Lega e UDC, inizialmente contrarie, sostengono il compromesso sottolineando però la necessità di contenere l’aumento dei frontalieri e rafforzare le misure a favore dei residenti.



