«Abbiamo costruito una squadra e poi la lasciamo in panchina»

Via libera del Parlamento alla mozione presentata da Alain Bühler (UDC) e cofirmatari sulla regolazione del lupo. «Coinvolgere di più i cacciatori». Critiche alla gestione del DT
BELLINZONA - Con 58 voti a favore (12 i contrari), il Gran Consiglio ha approvato la mozione presentata da Alain Bühler (UDC) e cofirmatari. Obiettivo: coinvolgere maggiormente e in modo più strutturato i cacciatori nella regolazione del lupo.
Gli obiettivi - La proposta chiede anche al Governo di «implementare tutte le modifiche necessarie ai relativi regolamenti e organizzare i momenti formativi necessari al fine di preparare i cacciatori ticinesi alla nuova possibilità venatoria, senza inventare una procedura ad hoc, ma seguendo la prassi prevista dai Grigioni».
Le critiche - A questo proposito, nel suo intervento, Bühler non ha risparmiato critiche alla gestione ticinese: «Il Consiglio di Stato ritiene la mozione evasa. Ma viene smentito dai fatti. I numeri della stagione 2025–2026 sono eloquenti. In Ticino sono stati abbattuti 5 lupi su 20 autorizzati. Nei Grigioni 35, in Vallese 24. Stessa legge federale, risultati completamente diversi».
«Un problema di volontà politica» - Per il deputato democentrista «è un problema di organizzazione e, sospettiamo, anche di volontà politica. A questo proposito, nel 2024 sono stati formati e abilitati 322 cacciatori ticinesi per la regolazione del lupo. Nel 2025 sono stati circa 120. Risultato sul campo nelle ultime due stagioni? Una manciata di abbattimenti. Abbiamo costruito una squadra e poi la lasciamo in panchina».
Il modello grigionese - Secondo il rapporto della commissione Ambiente Territorio ed Energia, «l’approvazione della mozione permetterebbe di conferire un mandato politico chiaro al Consiglio di Stato affinché sviluppi e implementi, nel rispetto del diritto superiore, un modello ticinese di regolazione del lupo ispirato a quello grigionese, rispondendo in modo più efficace alle preoccupazioni del mondo agricolo e delle regioni di montagna».
«Utilizzare meglio gli strumenti» - «Il problema dell’efficacia operativa esiste e merita una risposta chiara - ha commentato il relatore Gianluca Padlina (Il Centro) - La mozione non mette in discussione lo statuto di protezione del lupo, né la pretesa di introdurre una caccia ordinaria a una specie protetta. Va letta come la volontà di utilizzare in modo più preciso e meglio organizzato gli strumenti di regolazione consentiti dal diritto federale.
I firmatari - La mozione è stata presentata da Alain Bühler (UDC) e Raide Bassi (UDC), Giovanni Berardi (Il Centro), Lea Ferrari (PC), Tiziano Galeazzi (UDC), Sabrina Gendotti (Il Centro), Sem Genini (Lega), Andrea Giudici (UDC), Alessandro Mazzoleni (Lega), Daniele Piccaluga (Lega), Aron Piezzi (PLR), Roberta Soldati (UDC), Alessandro Speziali (PLR) e Tiziano Zanetti (PLR).
Approvata la mozione del Centro - Con 58 voti favorevoli (13 i contrari), via libera anche alla mozione del gruppo del Centro, nella quale si chiede che «il Cantone impieghi, anche oltre il 30 settembre e dunque per tutta la durata autorizzata dall’Ufficio federale dell’ambiente, i cacciatori formati recentemente per la caccia di regolazione del lupo».
Con un comunicato, l’UDC Ticino ha commentato la decisione del Gran Consiglio: «Il Ticino non è in ritardo per colpa della legge federale. È in ritardo perché il Dipartimento del territorio non la applica con la stessa determinazione degli altri Cantoni. I risultati parlano da soli. Dove c’è volontà politica, la regolazione avviene. Dove manca, i problemi si accumulano.
Le predazioni continuano ad aumentare, accrescendo la pressione sugli allevatori e la preoccupazione nelle regioni di montagna. Chi vive e lavora sul territorio chiede da tempo che gli strumenti previsti dalla legge vengano finalmente utilizzati in modo efficace.
La mozione approvata oggi, con 58 voti favorevoli e 12 contrari, non propone misure straordinarie. Chiede semplicemente che il Ticino utilizzi fino in fondo gli strumenti già previsti dal diritto federale e coinvolga in modo strutturato i cacciatori nelle operazioni di regolazione autorizzate, come avviene già nei Cantoni vicini.
Gli allevatori hanno fatto la loro parte, investendo in recinzioni, cani da protezione e altre misure di prevenzione. Ora è il momento che anche il Cantone faccia la propria. Il Ticino non può continuare a restare ultimo della classe mentre altri Cantoni dimostrano che una gestione efficace del lupo è possibile.
Resta inoltre aperta una questione che il Governo non ha ancora chiarito. Il Piano d’azione cantonale per la gestione e la regolazione del lupo, richiesto dal Parlamento con una mozione approvata oltre un anno fa, non è ancora stato presentato. Un ritardo difficile da giustificare su un tema che riguarda direttamente le regioni di montagna e la credibilità dell’azione cantonale».



