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Il 142... e «diverse questioni ancora aperte»

L'attivazione del nuovo numero per le vittime di violenza «solleva interrogativi rilevanti». Ne è convinto l'MPS che ha interpellato il Consiglio di Stato
Depositphotos (motortion)
Il 142... e «diverse questioni ancora aperte»
L'attivazione del nuovo numero per le vittime di violenza «solleva interrogativi rilevanti». Ne è convinto l'MPS che ha interpellato il Consiglio di Stato

BELLINZONA - Un numero, tre cifre e diversi interrogativi aperti. L'attivazione del 142 - il numero destinato alle vittime di violenza che entrerà in funzione in tutta la Svizzera dal prossimo 1° maggio - è stata presentata pochi giorni fa anche dal governo ticinese. Tuttavia, secondo il Movimento per il socialismo (MPS), la conferenza stampa ha lasciato diverse questioni sulla «messa in pratica a livello cantonale» senza risposta. Motivo per cui Sergi e Pronzini hanno interpellato il Consiglio di Stato.

L'attivazione del 142, si legge, rappresenta «un passo utile verso un accesso più immediato alla protezione» ma la modalità scelta da parte delle autorità cantonali per renderlo operativo «rischia di comprometterne l'efficacia». In particolare, «la decisione di affidare la gestione al Servizio LAV nelle ore diurne e alla Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze nelle ore serali, notturne e nei fine settimana pone dubbi sulla continuità della presa a carico, sulla coerenza della rete di protezione e sulla reale possibilità, per operatori e operatrici già impegnati in altre urgenze, di garantire un ascolto adeguato alle vittime».

I deputati dell'MPS esprimono preoccupazione anche le «indicazioni secondo cui, al di fuori degli orari d’ufficio, le donne potrebbero essere invitate a richiamare o a lasciare un recapito». Perché «la violenza di genere non segue orari» e «un servizio attivo 24 ore su 24 richiede personale specificamente formato» e «presente in modo continuativo». Al governo viene quindi chiesto di precisare se «il personale che risponderà» alle chiamate al 142 - nelle ore serali, notturne e nei weekend - sarà composto da operatori e operatrici specifici o «dalle stesse persone che, a turno, gestiscono le altre linee di emergenza».

I quesiti al governo si soffermano anche sulla formazione destinata al personale. Quale formazione specifica è prevista? Con quale durata complessiva? Sono previste in seguito ulteriori formazioni continue? «Gli operatori e le operatrici della centrale sono stati consultati o coinvolti nella definizione delle modalità operative del nuovo servizio?» Viene pure chiesto «quali sono i compiti della Federazione cantonale delle ambulanze» e «con quali modalità verranno distinti i diversi tipi di chiamata» dopo l'attivazione del nuovo numero.

Infine, c'è la questione dell'organico. E qui, all'esecutivo cantonale viene chiesto se «è previsto un aumento» o se il funzionamento del 142 in Ticino «sarà gestito con le risorse attualmente disponibili».

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