Fermo contestato a Camignolo: «Intervento necessario»

Il Consiglio di Stato risponde a un'interrogazione dei deputati Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia sui fatti dello scorso 13 di ottobre.
BELLINZONA - «Sebbene le modalità di intervento adottate possano apparire severe, l’intervento si è reso necessario al fine di ripristinare il dispositivo di sicurezza». Questo il parere del Consiglio di Stato, in risposta a un'interrogazione dei deputati Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia (PVL e Giovani Verdi Liberali), in relazione al fermo avvenuto lo scorso 13 ottobre di una persona a Camignolo.
Durante una manifestazione pro-Palestina, a margine della riunione di partito del PLR a cui partecipava anche il Consigliere federale Ignazio Cassis, l’intervento di polizia nei confronti di una donna aveva fatto molto discutere. «La persona - continua il Governo - è stata fermata, identificata e poi rilasciata. Non si è trattato di un arresto».
Il Governo non intende inoltre «adottare nuove misure, in quanto i dispositivi messi in campo da parte della Polizia, che non sono mai stati oggetto di critiche, sono consolidati nell’esecuzione e derivano da chiari flussi informativi e decisionali».
Nell’ambito della prossimità, «le polizie comunali sono responsabili della sicurezza e dell’ordine pubblico a livello locale. La Polizia cantonale interviene in caso di situazioni particolari, come ad esempio quelle legate alla presenza sul territorio cantonale di Consiglieri federali o altre personalità che devono essere protette. Questo secondo le direttive emanate dalla Polizia federale per ogni evento. È bene sottolineare che, come per ogni altra attività dello Stato, anche l’azione della polizia deve essere rigorosamente esercitata entro i limiti fissati dalla legge. Ciò significa che l’agire dell’autorità non può mai trasformarsi in arbitrio, ma deve costantemente fondare il proprio operato sulla legittimità giuridica e sul rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini».



