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In un contesto complesso, si guarda comunque alle sfide del futuro

Il bilancio annuale delle Officine idroelettriche della Maggia SA e della Officine idroelettriche di Blenio SA.
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In un contesto complesso, si guarda comunque alle sfide del futuro
Il bilancio annuale delle Officine idroelettriche della Maggia SA e della Officine idroelettriche di Blenio SA.

LOCARNO - Si sono svolte il 27 marzo 2026, a Locarno e alla presenza dei rappresentanti degli azionisti, le assemblee generali ordinarie delle Officine idroelettriche della Maggia SA (Ofima) e delle Officine idroelettriche di Blenio SA (Ofible), presiedute rispettivamente da Jörg Huwyler e Giorgio Tognola.

In entrambe le sedute sono stati approvati i conti annuali, in un contesto energetico che continua a porre sfide e opportunità per il settore idroelettrico svizzero.

Nel quadro europeo e globale, segnato da volatilità dei prezzi e tensioni sui mercati, l’energia idroelettrica si conferma un pilastro per la sicurezza dell’approvvigionamento. Tra le principali novità normative figura l’inserimento della riserva idroelettrica nella legge sull’approvvigionamento elettrico, mentre le misure di accelerazione puntano a semplificare le procedure autorizzative per nuovi impianti e ampliamenti. Restano tuttavia criticità legate all’economicità dei grandi progetti alpini e all’espansione delle capacità di stoccaggio, oltre alle esigenze di tutela ambientale.

Per Ofima, tra i principali dossier strategici figura il progetto di innalzamento della diga del Sambuco, sostenuto anche a livello cantonale e al centro di un confronto con il Consiglio di Stato ticinese nel gennaio 2025. Nello stesso ambito prosegue il processo di riversione degli impianti della “Maggia 1”, con un comitato operativo incaricato di definirne le tappe.

Sul piano produttivo Ofima ha registrato una produzione di 1’413,6 milioni di kWh, in calo rispetto all’anno precedente ma superiore del 7,5% alla media pluriennale. Gli investimenti per i rinnovi e gli ampliamenti hanno raggiunto 11,4 milioni di franchi, mentre 15,5 milioni sono stati destinati alla manutenzione.

Tra gli interventi principali figurano il risanamento della condotta forzata di Robiei, i lavori alla centrale di Cavergno e il rinnovo delle unità della centrale del Verbano. Il costo di produzione si è attestato a 5,0 centesimi per kWh, con canoni d’acqua versati al Cantone Ticino pari a 21,2 milioni e un fatturato di 80,5 milioni di franchi.

Anche Ofible ha registrato una produzione in calo rispetto all’anno precedente, dopo un esercizio 2023/24 tra i migliori di sempre: nel 2024/25 le centrali hanno generato 896,3 milioni di kWh, pari al 4,6% in più della media pluriennale.

Permane la criticità legata all’insabbiamento del bacino di Malvaglia, che ha superato i 200’000 metri cubi di sedimenti e riduce la capacità operativa dell’impianto di Biasca. La società segnala la necessità di un intervento straordinario di svuotamento, in attesa dell’autorizzazione cantonale.

Gli investimenti di Ofible per il rinnovo degli impianti ammontano a 3,7 milioni di franchi, a cui si aggiungono 8,3 milioni per la manutenzione. Tra i lavori figurano il rinnovo del sistema di telegestione, interventi alle prese d’acqua Soja e Simano e verifiche alla condotta forzata del Luzzone. In vista della revisione completa del gruppo di produzione prevista per l’autunno 2026, sono già stati avviati i lavori preparatori.

I costi annuali per l’energia prodotta da Ofible si attestano a 40,7 milioni di franchi, sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente, con un costo unitario di 4,54 centesimi per kWh. I canoni d’acqua versati al Cantone Ticino ammontano a 15,4 milioni di franchi, mentre il fatturato complessivo raggiunge i 42,9 milioni.

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