Incendio alle porte di Como: una cinquantina gli sfollati, ma nessun ferito

Il sindaco Rapinese: «Un bell'esempio di collaborazione»
COMO - È una vera emergenza l'incendio scoppiato sul monte Goj che sta lambendo Como, dove una cinquantina di persone sono state sfollate in via precauzionale. Dal campo base allestito a Muggiò il sindaco Alessandro Rapinese ha spiegato al TgR Lombardia che sta arrivando «solidarietà da tutti i vigili del fuoco d'Italia. Insomma è un bell'esempio di collaborazione a fronte di un'emergenza».
«In mezzo a questa tragedia c'è una notizia estremamente positiva, ed è che non ci sono vittime né feriti e questo era il primo obiettivo delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e della protezione civile. Dall'altro lato ci sono gli sfollati, che sono prevalentemente in casa di parenti, ma noi - ha aggiunto - abbiamo allestito tutto quello che potrebbe servire per poterli aiutare e in più siamo riusciti nell'impresa di salvare ogni singolo immobile in modo tale che possano avere un immobile al quale fare ritorno». «Giornate come queste - ha concluso - fanno capire quanto sia bella la nostra Repubblica».
Nel frattempo la situazione sul Monte Goj è decisamente migliorata rispetto a questa notte, ma l’incendio non può ancora essere considerato spento.



