La cerva Nancy, alla conquista del giardino di casa

Lo splendido esemplare si muove indisturbato tra siepi e aiuole, diventando ormai una mascotte per la famiglia che la "ospita".
Lo splendido esemplare si muove indisturbato tra siepi e aiuole, diventando ormai una mascotte per la famiglia che la "ospita".
FIGINO - Da settimane in un giardino privato, c'è un’ospite tanto insolita quanto gradita. A raccontarcelo è la proprietaria del terreno nei pressi di Figino, che contattiamo immediatamente dopo aver ricevuto le immagini dei graditissimi sconfinamenti.
«Sono ormai due o tre settimane che lo fa», spiega la nostra lettrice, riferendosi a una cerva che entra regolarmente nella proprietà. L’animale, una femmina, approfitta di una recinzione non ancora completata per introdursi nel giardino: «Purtroppo la recinzione non è ancora completamente chiusa e quindi lei entra».
La visita avviene senza particolari timori: «Non ha paura, assolutamente». E nemmeno la presenza di un cane non sembra interferire con le sortite della cerva: «È vecchio, quindi non se ne accorge neanche quando arriva».
L'ungulato si muove con tranquillità, nutrendosi della vegetazione disponibile: «Si mangia l’edera e quello che vuole tranquillamente... Fa un po’ di giardinaggio da noi».
Nel tempo, lo splendido esemplare è diventata una presenza riconoscibile, tanto da avere ormai il suo nome: «Ormai è tanto che è qua, l’abbiamo chiamata Nancy». Non è raro che si avvicini anche con i piccoli, anche se non è chiaro se si tratti dello stesso esemplare: «Ogni tanto viene vicino anche coi piccoli, però non so se sia la stessa o se sia un’altra».
Nonostante il rischio di vedersi divorare l'edera, la presenza di Nancy non viene vissuta dalla nostra lettrice come un problema, anzi: «Non dà fastidio, per carità», piuttosto, «speriamo che non si faccia male lei».
Episodio simile - ma assolutamente mai scontato - si verifica in questi giorni a Carabietta. L'ospite di turno questa volta, a detta di un nostro lettore, sembra però gradire frutta: «Si sta mangiando le pere dei nostri alberi»








