Cerca e trova immobili
LUGANO

Fu amministrazione infedele, ma ci sarà il ricorso

Condannati due fiduciari italiani e un contabile ticinese, colpevoli di aver danneggiato per quasi 3 milioni di franchi il patrimonio delle loro vittime
Fu amministrazione infedele, ma ci sarà il ricorso
Depositphotos (gioiak2)
Fonte CdT
Fu amministrazione infedele, ma ci sarà il ricorso
Condannati due fiduciari italiani e un contabile ticinese, colpevoli di aver danneggiato per quasi 3 milioni di franchi il patrimonio delle loro vittime

LUGANO - La Corte delle assise criminali, presieduta da Amos Pagnamenta e affiancato da Emilie Mordasini e Rosa Item, ha condannato tre imputati per amministrazione infedele aggravata, ritenendoli responsabili di aver creato una struttura societaria e contrattuale per «drenare i fondi delle vittime a vantaggio degli imputati stessi». Si tratta di una coppia di fiduciari italiani attivi anche in Ticino – un professore 61enne e una commercialista 60enne – e di un contabile 76enne.

A riferire l'esito del processo è il Corriere del Ticino. Secondo la Corte, con ruoli diversi i tre hanno ingannato i mandanti causando un danno di quasi 3 milioni di euro. I due fiduciari sono stati condannati a due anni di carcere sospesi, il contabile a una pena pecuniaria sospesa. Dovranno inoltre risarcire il danno.

L’inchiesta del procuratore generale Andrea Pagani riguarda il patrimonio della famiglia di un imprenditore lombardo. Nel 2003, per favorire il passaggio generazionale dell’azienda, l’uomo si affida ai fiduciari, che costruiscono una rete di società tra Svizzera e Italia e una «miriade di contratti». Tra le operazioni, il trasferimento di una licenza tecnologica da 2,1 milioni di euro e la sua concessione all’azienda in cambio di 360mila euro annui, oltre al pagamento di 200 mila euro l’anno per due immobili gravati da un mutuo da 1,7 milioni, che secondo l’accusa gli imputati volevano scaricare sui mandanti.

Il sistema si inceppa nel 2006 per mancanza di liquidità, ma gli obblighi contrattuali restano attivi. Tra il 2012 e il 2015 i crediti vengono spostati tra le società. Nel 2015 arriva la denuncia. Dopo un iniziale abbandono, annullato nel 2021, una perizia SUPSI evidenzia un conflitto di interessi e porta al processo.

Per i giudici, i fiduciari «hanno operato nel loro esclusivo interesse» e si sono «trincerati dietro tecnicismi». «Se un’operazione non può essere spiegata in poche frasi, c’è qualcosa da nascondere», ha affermato Pagnamenta, parlando di comportamento «come il gatto e la volpe». Il contabile, pur avendo firmato i documenti, «non è esonerato da responsabilità».

Le pene sono inferiori alle richieste dell’accusa per via del tempo trascorso e della violazione del principio di celerità. E non è finita qui: gli imputati ricorreranno in Appello.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE