Cronaca di un sabato di traffico, caldo e lunghissimo

Superate le quattro ore di attesa al portale nord del San Gottardo, disagi anche nel Luganese e una volta superata la dogana di Chiasso-Brogeda
Superate le quattro ore di attesa al portale nord del San Gottardo, disagi anche nel Luganese e una volta superata la dogana di Chiasso-Brogeda
GOESCHENEN - È stato (e lo è ancora adesso) un sabato molto complicato sulla rete viaria della parte più meridionale del Canton Uri. Il serpentone di veicoli fermi in attesa al portale nord della galleria autostradale del San Gottardo ha inevitabilmente mandato in tilt anche la viabilità ordinaria.
Molti conducenti, infatti, hanno cercato di trovare soluzioni alternative al dover passare tre ore, se non quattro, procedendo a passo di lumaca sotto il cocente sole odierno. Gli addetti alla viabilità hanno dovuto fare gli straordinari per gestire il carico di lavoro ed evitare il nascere di attriti tra i vari automobilisti, per una manovra un po' azzardata o per una precedenza non concessa.
La maggior parte di chi sta approfittando del weekend lungo di Pentecoste ha però scelto di non tentare la sorte fuori dall'A2. A tutti è servita, prima di tutto, una generosa dose di pazienza.
Mezzogiorno e mezzo di fuoco
Il picco del traffico è stato registrato, rilevazioni alla mano, alle 12.27, quando si è arrivati a 20-21 chilometri di coda. Nel pomeriggio la decrescita è stata lenta, ma costante: alle 16.30 la colonna era di 13,5 chilometri e i tempi di attesa di due ore e tre quarti. Tantissimo, ma comunque meglio delle oltre quattro ore dell'ora di pranzo. Nemmeno una chiusura per un veicolo in avaria intorno alle 17.20 ha mutato granché la tendenza.
Giù dall'auto
Una buona fetta della giornata di vacanza è trascorsa così con un tratto di trasferimento dalla località di partenza fino al "tappo" urano. C'è chi è sceso dall'auto per distendere la schiena, chi ha fatto due passi e chi ha approfittato dell'immobilità della colonna per scambiare due chiacchiere con gli altri automobilisti scesi dall'abitacolo. Qualche motociclista ha proceduto a velocità molto ridotta tra le due file di vetture, guadagnando un po' di strada ma senza migliorare granché la propria giornata.
Non finisce al San Gottardo
Una volta superato il San Gottardo, il più è fatto. Ma i tribolamenti non sono finiti. A metà pomeriggio si segnalavano disagi a causa del traffico intenso tra Lugano-Nord e la galleria della Collina d'Oro, con ritardi di un quarto d'ora. Lo stesso scenario feriale, semafori inclusi, che tutti i pendolari dell'A2 conoscono benissimo. È finita qui? No. Ai rallentamenti per oltrepassare la dogana - dieci minuti nel tardo pomeriggio - hanno fatto seguito fino a cinque chilometri di coda da Como-Monte Olimpino fino al casello autostradale di Grandate sull'A9. Tempi di attesa? Un'altra mezz'ora. Per chi era invece diretto verso il Locarnese, c'è stato un supplemento di traffico sulla strada cantonale del piano di Magadino.
Gli anni precedenti? Leggermente meglio
La situazione odierna era ampiamente attesa. Già dal venerdì che precede la Pentecoste sono comuni i rallentamenti in direzione sud, sia al San Gottardo che in territorio ticinese, specialmente per l'attraversamento doganale di Chiasso-Brogeda. Anche negli anni passati era così. Nel 2024 il sabato precedente alla festività aveva fatto registrare ritardi fino a 3 ore e 40 minuti, superando il primato dell'anno precedente, pari a 3 ore e 35 minuti. Era andata leggermente meglio nel 2025, con "sole" 3 ore e 20 minuti di attesa. Il momento peggiore? Come da tradizione, la tarda mattinata.
Parlando di lunghezze, il primato negativo appartiene al 1999 e al 2018, con 28 chilometri di coda. Furono due ponti di Pentecoste estremamente complicati. E ci sono già timori per il rientro, a partire da domenica e lunedì. Secondo il Touring Club Svizzero, tutto dovrebbe svolgersi in modo più tranquillo.
Una serata finalmente tranquilla
Insomma: per chi si è messo in auto verso sud è stato un sabato caldo e lunghissimo. Alle 19 si era finalmente scesi sotto l'ora di attesa e, verso le 20.30, la coda si è finalmente esaurita.








