Omicidio a Induno Olona: le tracce portano fino a Lugano

Il 27enne frontaliere coinvolto nell’inchiesta ha legami con il Luganese. Lavorava nel settore edile ed era stato licenziato per comportamenti ritenuti inaffidabili.
VARESE / LUGANO - Portano fino a Lugano le tracce dell’omicidio avvenuto a Induno Olona, in provincia di Varese. Un trentenne è stato ucciso a coltellate intorno all’una di sabato notte. In carcere al Miogni di Varese, con l’accusa di omicidio, si trova un 50enne varesino, incensurato, padre di un 27enne che - stando alle prime ricostruzioni - avrebbe avuto un debito di alcune centinaia di euro con la vittima, elemento al centro della violenta rissa esplosa per strada a tarda notte. Dopo un iniziale alterco, la situazione sarebbe degenerata fino a sfociare in sprangate e coltellate. Secondo l’accusa, sarebbe stato proprio il 50enne a infliggere la coltellata fatale al fianco della vittima. L’intento, ha dichiarato il suo difensore, l’avvocato Domenico Margariti, sarebbe stato quello di «difendere il figlio, per salvarlo, senza alcuna intenzione di fare del male a nessuno».
Già noto alle forze dell’ordine italiane per un grave incidente avvenuto a seguito di un inseguimento lo scorso marzo a Varese, il 27enne, che ora si trova ricoverato in ospedale, ha diversi legami con il Ticino. A partire dalla foto profilo presente sulla sua pagina Facebook, che lo ritrae seduto su un’Audi grigia immatricolata a Camorino. Il giovane è infatti un frontaliere attivo nel settore edile.
Stando a quanto appreso da tio.ch, lavorava per un’azienda del Luganese, dalla quale sarebbe stato licenziato già da qualche tempo a causa di comportamenti caratterizzati da continui ritardi, assenze e generale inaffidabilità. Nella stessa ditta risultava impiegato anche il fratello, allontanato immediatamente dopo la vicenda.
Accese discussioni nei giorni precedenti - Nelle ore scorse, i carabinieri hanno spiegato che la questione economica «di poche centinaia di euro» alla base della violenta rissa aveva già portato «nei giorni precedenti a reiterate accese discussioni tra due giovani delle famiglie coinvolte, degenerate sabato notte quando gli interessati, unitamente ad alcuni familiari, si sono ritrovati faccia a faccia in via Porro di Induno, con il verosimile intento di ‘risolvere la questione’». Il movente economico risulta dunque al momento confermato. Rimane incerto il numero delle persone coinvolte al momento dei fatti, il numero degli indagati non è ancora stato definito.




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