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UBS non chiarisce, la sentenza punisce (confermando la maxi multa)

La vicenda parte da sospetti di irregolarità nella gestione di alcune società panamensi ormai sciolte. Il Pretore di Lugano aveva stabilito 1'000 franchi al giorno.
TiPress
UBS non chiarisce, la sentenza punisce (confermando la maxi multa)
La vicenda parte da sospetti di irregolarità nella gestione di alcune società panamensi ormai sciolte. Il Pretore di Lugano aveva stabilito 1'000 franchi al giorno.

LUGANO - UBS dovrà pagare. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso della Banca, confermando una severa sanzione disciplinare per il mancato rispetto di un ordine giudiziario.

La storia nasce da sospetti di irregolarità nella gestione di alcune società panamensi ormai sciolte. I beneficiari economici, temevano che il fiduciario di riferimento avesse usato in modo improprio i fondi e che la banca - Credit Suisse (poi fusasi in UBS) -, consapevolmente o meno avesse coperto tali operazioni. Per questo avevano chiesto di ottenere tutta la documentazione bancaria utile a capire cosa fosse realmente accaduto.

Già nel giugno 2023 il Pretore di Lugano aveva ordinato alla banca di consegnare tutti i documenti relativi alle operazioni e ai movimenti di denaro, avvertendo che in caso di ritardi sarebbe scattata una multa giornaliera di 1'000 franchi. La banca, nel frattempo fusa in UBS, ha però consegnato solo parte del materiale, sostenendo di non disporre di altri documenti, in particolare degli ordini di bonifico che avrebbero spiegato alcune movimentazioni molto rilevanti.

Ritenendo l’ordine disatteso, il Pretore ha successivamente inflitto alla banca una multa disciplinare complessiva di 355'000 franchi, decisione confermata dal Tribunale d’appello ticinese. Il Tribunale federale ha ora avallato tale esito.

Secondo il Tribunale federale, quando una decisione impone di fornire la documentazione sulle operazioni bancarie, è evidente che ciò comprenda anche gli ordini di bonifico, cioè i documenti che spiegano chi ha dato l’ordine e perché. Insomma, non basta dire “non li abbiamo più”: spetta alla banca dimostrare di aver fatto ricerche serie e approfondite.

Quanto alla sanzione, pari a 355'000 franchi, è stata giudicata proporzionata. L’importo giornaliero non è stato considerato eccessivo, vista la lunga resistenza della banca, la sua solidità finanziaria e l’importanza delle informazioni richieste.

Il fatto che la multa sia cresciuta nel tempo dipende solo dal protrarsi dell’inadempimento: in altre parole, la banca avrebbe potuto fermare l’emorragia adempiendo all’ordine.

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