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LUGANO

Responsabilità sociale ed educazione alla sostenibilità: imprese ed esperti a confronto

Al centro dell'appuntamento promosso da Grafica Set Group e Banca Stato la responsabilità sociale d'impresa e l'educazione alla sostenibilità.
Responsabilità sociale ed educazione alla sostenibilità: imprese ed esperti a confronto
INFOpmi
Fonte red
Responsabilità sociale ed educazione alla sostenibilità: imprese ed esperti a confronto
Al centro dell'appuntamento promosso da Grafica Set Group e Banca Stato la responsabilità sociale d'impresa e l'educazione alla sostenibilità.

LUGANO - La sostenibilità non è soltanto una questione ambientale. Riguarda il modo in cui le imprese operano, le responsabilità che assumono nei confronti della società e la capacità di trasmettere alle nuove generazioni conoscenze e strumenti per affrontare le sfide del futuro. Una prospettiva che supera il tradizionale dibattito sulle risorse energetiche e sull'impatto ecologico, riconoscendo nelle persone, nell'educazione e nelle relazioni con il territorio elementi fondamentali di uno sviluppo duraturo.

È attorno a questa visione che si è sviluppata la serata «Responsabilità sociale d'impresa ed educazione alla sostenibilità», promossa da Grafica Set Group, con il sostegno di BancaStato, Main sponsor dell'iniziativa, e il patrocinio della Città di Lugano. L'appuntamento, ospitato al Moncucchetto Ristorante e Cantina di Lugano, ha accompagnato la presentazione della nuova edizione di INFOpmi dedicata alla sostenibilità, offrendo un'occasione di confronto tra mondo imprenditoriale, formazione e territorio.

Ad accogliere i presenti e ad aprire i lavori è stato Sacha Cattelan, CEO di Grafica Set Group SA, che ha richiamato il percorso di sensibilizzazione portato avanti negli ultimi anni insieme a BancaStato. Un impegno che, dopo aver approfondito le dimensioni ambientali, energetiche e normative della sostenibilità, ha scelto quest'anno di concentrarsi sulle persone e sulla responsabilità sociale.

“La sostenibilità non riguarda soltanto ciò che un'azienda consuma o produce, ma anche, e soprattutto, il modo in cui sceglie di operare, di crescere e di rapportarsi con le persone e con il territorio”, ha sottolineato Cattelan. Da qui la necessità di superare una visione limitata agli adempimenti e agli obiettivi aziendali, per riconoscere nella sostenibilità una cultura da costruire e condividere. “La sostenibilità non riguarda soltanto il futuro. È il risultato delle scelte che facciamo oggi, come persone, come imprese e come territorio”.

A portare il saluto di BancaStato è stato Luca Bordonzotti, Sustainability Manager dell'istituto, che ha evidenziato come la responsabilità verso le persone rappresenti una componente essenziale della sostenibilità, accanto alla tutela ambientale. Investire nelle competenze, favorire l'autonomia individuale e creare opportunità per le comunità significa contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale del Cantone.

Particolare attenzione è stata riservata all'educazione delle giovani generazioni, chiamate non soltanto a conoscere le problematiche ambientali, ma anche a comprendere le conseguenze delle proprie decisioni. Un principio che trova applicazione nell'impegno di BancaStato a favore dell'educazione finanziaria, anche attraverso iniziative quali FinanceMission, destinata alle scuole, e budgetgiovani.ch, rivolta alle famiglie. Bordonzotti ha inoltre richiamato la necessità di integrare la responsabilità sociale nelle scelte quotidiane delle aziende, affinché non rimanga un impegno accessorio, ma diventi parte integrante del loro modello di sviluppo.

La centralità delle persone è stata approfondita da Gaia Clara Barcilon Brenna, CEO di EOS Social Responsibility Solutions SA e presidente della Fondazione R.I.S.E., con un intervento intitolato “La sostenibilità parte dalle persone”. Un contributo dedicato alla dimensione sociale della sostenibilità e al ruolo che le persone rivestono all'interno delle organizzazioni e della collettività. Una prospettiva che invita a considerare la responsabilità d'impresa non soltanto attraverso gli indicatori ambientali ed economici, ma anche alla luce delle relazioni umane e dell'impatto delle attività aziendali sulla società.

Il valore dell'educazione e del pensiero sistemico è stato al centro del contributo della professoressa Daniela Willi-Piezzi, direttrice del Dipartimento formazione e apprendimento/Alta scuola pedagogica della SUPSI, intervenuta sul tema “Educare alla sostenibilità: dalla banalizzazione all'apprendimento trasformativo”.

La riflessione ha evidenziato i limiti di un'educazione alla sostenibilità ridotta a comportamenti isolati o semplici prescrizioni. Affrontare sfide come la perdita di biodiversità, il degrado del suolo e la gestione delle risorse richiede infatti una comprensione delle relazioni tra ambiente, economia, tecnologia e società.

Attraverso l'esempio dell'agricoltura rigenerativa a mosaico, Willi-Piezzi ha illustrato come innovazione tecnologica e approccio sistemico possano offrire soluzioni concrete, integrando rotazione delle colture, copertura vegetale, macchinari GPS e strumenti digitali per tutelare il suolo e favorire la biodiversità.

Al centro dell'intervento anche il concetto di apprendimento trasformativo, fondato sul pensiero sistemico, sulla consapevolezza critica e sull'apprendimento collettivo. Educare alla sostenibilità significa quindi superare la semplice trasmissione di informazioni, sviluppando la capacità di comprendere la complessità e riflettere sulle conseguenze delle proprie scelte.

Dalla riflessione teorica all'esperienza concreta delle imprese ticinesi, la seconda parte dell'incontro ha dato spazio alle testimonianze di Lorenza Bernasconi, CEO di Gruppo Sicurezza SA, e Patrick Garbini, fondatore di Purest SA. Due realtà imprenditoriali del territorio chiamate a portare il proprio punto di vista sul rapporto tra attività economica, responsabilità sociale e sostenibilità.

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