Nutrire il fantasma, per imparare a conviverci

"Traumagotchi", il nuovo album di Dox Morgan & Royal Frenz prende spunto dalla mitica creatura digitale giapponese anni Novanta, ribaltando però il meccanismo
"Traumagotchi", il nuovo album di Dox Morgan & Royal Frenz prende spunto dalla mitica creatura digitale giapponese anni Novanta, ribaltando però il meccanismo
LUGANO - Ve lo ricordate il Tamagotchi? Se avete almeno 35-40 anni, probabilmente sì. Fu una vera e propria rivoluzione tecnologica nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso. In un mondo ancora quasi interamente analogico faceva irruzione questa piccola creatura digitale. Niente IA o grafica iper-realistica: il celebre gioco elettronico tascabile giapponese prevedeva che, attraverso tre tasti e pochi semplici comandi, si accudisse una creatura virtuale, così da mantenerla in vita.
È da questa immagine generazionale che prende forma "Traumagotchi", il nuovo progetto di Dox Morgan & Royal Frenz, pubblicato il 30 settembre 2026 dall'etichetta ticinese The Enterpreneurs. I rapper ribaltano il meccanismo alla base di quell'entità digitale: a chiedere attenzione, ora, è ciò che ciascuno porta dentro di sé, tra esperienze, errori, ricordi, ambizioni, relazioni e soprattutto traumi. Un bagaglio che cresce insieme a noi e che possiamo ignorare per un po', ma con il quale, prima o poi, dobbiamo imparare a confrontarci.
Il primo assaggio dell'album è arrivato lo scorso 26 settembre con la title track, "Traumagotchi". Il brano ha introdotto il concetto attorno al quale ruota l’intero progetto, con il piccolo dispositivo vintage che diventa una metafora della contemporaneità: se allora bastavano tre pulsanti per interagire con una creatura digitale, oggi il confine tra vita reale e virtuale è sempre più sottile. Dox Morgan & Royal Frenz puntano sull'ironia, senza rinunciare a una dimensione profondamente personale. Perché il Traumagotchi, proprio come la creaturina di trent'anni fa, torna periodicamente a reclamare attenzione.
Ad aprire il disco è, però, "Die for this". La scelta non è casuale, spiegano i due artisti: il brano è una sorta di manifesto del progetto, nel quale Dox Morgan e Royal Frenz ripercorrono il proprio cammino artistico e personale, soffermandosi sulle motivazioni, sulle difficoltà e sulla necessità di continuare a creare nonostante il passare del tempo e le diverse fasi della vita.
Proprio come l'esistenza, c'è una marcata varietà di temi e sonorità nelle tracce che compongono l'album. In "Sliding Doors" il racconto si sposta invece sull’amore e sull’instabilità dei sentimenti. La relazione è descritta come un alternarsi di vicinanze e distanze, di possibilità che si aprono e si chiudono, di incontri destinati forse a durare o a cambiare improvvisamente direzione. Il ritornello condensa questa incertezza in due immagini: porte che sbattono per poi riaprirsi e treni che passano per poi separarsi. L’amore diventa così un movimento continuo, segnato da coincidenze, scelte e strade alternative.
"Uno, dos, tres" e "Ma sai che c’è" fanno invece emergere il lato più immediato e spensierato del progetto, tra sonorità estive, energia e spontaneità. Con "Tabù" il disco entra invece in una dimensione più fisica e diretta. Il brano racconta un momento intimo con la propria partner attraverso un linguaggio esplicito e sensuale, dando spazio al desiderio, alla complicità e all’attrazione all’interno dello stesso universo emotivo esplorato nel progetto. Ma il Traumagotchi torna presto a farsi sentire: in "Supererrore" il tono si fa più consapevole e riflessivo: l’errore non è qualcosa da cancellare, bensì una componente inevitabile della crescita personale. Il disco oscilla così tra evasione e introspezione, desiderio e vulnerabilità, tra la voglia di vivere il momento e il bisogno di fare i conti con ciò che resta quando la musica si ferma.
Al termine di tutto c'è "Talk Therapy", nella quale il Traumagotchi finisce simbolicamente in terapia. È una seduta dallo psicologo, durante la quale pensieri, esperienze e traumi emersi nell’album vengono finalmente verbalizzati. Il trauma smette quindi di essere qualcosa da evitare e diventa una realtà da affrontare, non necessariamente per cancellarla, ma per comprenderla, ridimensionarla e imparare a conviverci.
"Traumagotchi" è stato inciso presso il Rectangle Studio di Rivera ed è stato curato nelle fasi di registrazione, missaggio e masterizzazione da SuperApe.




