La situazione dei diritti umani? «Gravissima. Anche in Ticino»

Presentata l'edizione 2026 di FFDUL, che avrà luogo in un mondo nel quale le crisi «sono sempre più legate le une alle altre»
Presentata l'edizione 2026 di FFDUL, che avrà luogo in un mondo nel quale le crisi «sono sempre più legate le une alle altre»
LUGANO - Migrazioni. Conflitti. Memoria. Attivismo. Diritti. Lavoro. Ambiente. Sono i temi cardine di questa edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano (FFDUL), in programma dall’11 al 18 ottobre. Una kermesse giunta a quota tredici e che si svolgerà in massima parte all'interno del Cinema Corso di Lugano (con il Cinema Iride come sala d'appoggio).
Le scuole, come da tradizione, avranno un ruolo centrale nella manifestazione, con tutta una serie dedicata di proiezioni
Concorso e premi
Otto sono i film che prendono parte al Concorso internazionale di lungometraggi, praticamente tutti in anteprima svizzera. Saranno loro a contendersi il Premio della giuria e il Premio del pubblico, oltre al Premio ONG che quest'anno sarà consegnato da Amnesty Svizzera.
Saranno film di finzione, documentari e ibridi tra le varie forme, in modo da sottolineare anche la valenza cinematografica di queste opere. Più un gran numero di opere fuori concorso, capaci di suscitare dibattito e stimolare gli approfondimenti.
Come "Naza", il film che tanto sta facendo discutere in queste settimane (la conferma della presenza è arrivata proprio nel corso della conferenza stampa).
FFDULUn immagine di “The Encampments”, uno dei film in programma al Film Festival diritti Umani Lugano.Prospettive economiche «inquietanti»
Roberto Pomari, presidente del Film Festival Diritti Umani Lugano, ha condiviso una piccola riflessione sulla dimensione finanziaria: «C'è molto impegno, ma è necessaria una consistenza economica importante.
Anche quest'anno è un miracolo accumulare il budget per realizzare l'edizione, ma ci stiamo avvicinando a un limite di sostenibilità finanziaria». L'auspicio per il futuro è di poter pianificare il FFDUL su un orizzonte temporale un poco più ampio, di due-tre anni.
Riguardo agli accordi (in scadenza) con Città di Lugano, Cantone e Confederazione, i segnali che giungono specialmente da Berna «sono inquietanti». Si porrà quindi la necessità di allargare l'orizzonte delle fonti di finanziamento che, se non saranno pubbliche, dovranno giocoforza essere private. Ma il Comitato direttivo farà di tutto per tenere duro e giungere (almeno) all'edizione 2028.
Le crisi? «Sempre più legate»
I co-direttori Antonio Prata e Margherita Cascio hanno illustrato temi e opere di questa 13esima edizione. Una programmazione frutto di grande lavoro e di collaborazione con le realtà del territorio, in un riuscito esempio di networking che va anche oltre i confini cantonali e raggiunge Zurigo e Ginevra.
«Le tematiche s'incrociano e dimostra come le crisi siano sempre più legate le une alle altre», ha sottolineato Prata. Non bisogna pensare che si tratti di argomenti remoti, anzi: «Sono storie sempre più vicine alla nostra quotidianità».
Cascio e Prata hanno concluso con un appello, una dichiarazione programmatica dei principi che stanno alla base del FFDUL: «Un Festival che possa, sempre di più, amplificare voci, lotte e appelli per un mondo diverso e migliore». E che rinnovi in ciascuno di noi la domanda: «Cosa posso fare?».
Diritti umani, altrove ma anche qui
Bruno Bergomi, presidente della Fondazione Diritti Umani Lugano, ha sottolineato come il FFDUL sia l'evento più importante dell'anno per la Fondazione. La situazione finanziaria del festival è fonte di preoccupazione, ma si sta lavorando per raggiungere le grandi fondazioni elvetiche.
E, sui diritti umani, Bergomi ha evidenziato come la situazione dei diritti umani sia gravissima, non solo nel mondo «ma anche in Ticino. Difendere le vittime è difendere i diritti umani». Il riferimento è chiaramente alle vicende che hanno segnato l'estate e provocato un terremoto politico a livello cantonale.
Gli ospiti
Gli ospiti di FFDUL 2026 - una cinquantina - sono attivisti, esperti sul tema dei diritti umani, giornalisti e, ovviamente, protagonisti della Settima arte. I registi sono essi stessi, spesso, testimoni delle situazioni che hanno raccontato nelle proprie opere. A partire da Rosine Mbakam, regista camerunense considerata tra le maggiori documentariste del nostro tempo, riceverà il Premio Diritti Umani per l'Autore. «Ci aiuterà a rimettere in discussione certi tipi di posizione», è convinta Cascio.
Da segnalare anche la presenza, in collegamento video, di Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia di Giulio Regeni. La vicenda del ricercatore italiano ucciso in Egitto sarà al centro di "Tutto il male del mondo" di Simone Manetti. All'inaugurazione ufficiale dell'11 ottobre sarà presente Filippo Grandi, fino al 2025 Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Quello che ruota attorno a FFDUL
Ci sono poi gli eventi Oltrefestival e dello staff organizzativo. L'antipasto della rassegna è in calendario già il 2 ottobre alle Cantine Morcote di Besso. Librerie, l'USI e il "Caffè dei diritti" sono le realtà che gravitano attorno al FFDUL.
Ci sono i progetti collaterali, uno dei quali è realizzato in collaborazione con l'Associazione REC, che vedrà al centro giovani dal passato migratorio e che stanno cercando una strada professionale. Si chiama "La vita in un minuto" e coinvolge otto ragazzi e ragazze attraverso brevi racconti autobiografici, che saranno proiettati prima delle proiezioni dei film. A tutto ciò si aggiunge un podcast in tre puntate.
Il programma completo del Film Festival Diritti Umani Lugano è disponibile sul sito ufficiale. Tio.ch è media partner della manifestazione.




