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Violenza di genere, una mozione chiede 10 interventi «Prevenzione, protezione e sostegno»

La mozione presentata dai deputati dell'MPS Sergi e Pronzini al Consiglio di Stato: «Servono campagne di sensibilizzazione e interventi delle autorità».
Violenza di genere, una mozione chiede 10 interventi «Prevenzione, protezione e sostegno»
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Fonte Red
Violenza di genere, una mozione chiede 10 interventi «Prevenzione, protezione e sostegno»
La mozione presentata dai deputati dell'MPS Sergi e Pronzini al Consiglio di Stato: «Servono campagne di sensibilizzazione e interventi delle autorità».

BELLINZONA - Più posti protetti, centri antiviolenza accessibili, una polizia specializzata e finanziamenti stabili. È quanto chiedono i deputati dell'MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzin con la mozione presentata il 14 settembre, che punta a rafforzare prevenzione, protezione e presa a carico contro la violenza di genere. Per i firmatari, la violenza contro le donne «non è una questione privata e nemmeno una somma di episodi isolati», ma un fenomeno strutturale legato anche a disuguaglianze, stereotipi di genere e rapporti di potere.

A sostegno dell'urgenza dell'intervento vengono richiamati i dati ufficiali: nel 2025, in Svizzera, 25 donne sono state uccise nell'ambito della violenza domestica. Complessivamente, la polizia ha registrato oltre 120'000 persone lese in ambito domestico, il 70% delle quali donne o minori.

«La violenza non riguarda una particolare categoria sociale né determinati ambienti», sottolineano i deputati. Può manifestarsi nelle famiglie e nelle coppie, ma anche nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle istituzioni e negli ambienti politici. Per Sergi e Pronzin non bastano quindi le condanne dopo i femminicidi o le campagne di sensibilizzazione: prevenzione, protezione e sostegno devono diventare una responsabilità strutturale delle istituzioni pubbliche.

Alla luce di queste considerazioni, i firmatari dell'MPS traducono la loro richiesta in dieci interventi concreti.

Più protezione, subito
Almeno 35 camere o posti protetti a indirizzo sicuro, distribuiti sul territorio e finanziati stabilmente dal Cantone, escludendo dal conteggio le strutture che non garantiscono sicurezza, riservatezza e una presa a carico specializzata.

Centri antiviolenza accessibili a tutte
Una rete cantonale gratuita e specializzata, aperta anche a chi non ha ancora deciso di denunciare o interrompere la relazione, in grado di offrire ascolto, sostegno psicologico e sociale, consulenza giuridica, valutazione del rischio e collegamento con gli altri servizi.

Un 142 che non sia soltanto un numero
Il numero nazionale, attivo 24 ore su 24 dal maggio 2026, dovrà essere collegato a una rete cantonale operativa, con personale qualificato e la possibilità di attivare immediatamente case rifugio, servizi sanitari e sociali, polizia e autorità giudiziarie.

Più sicurezza per le vittime ad alto rischio
La mozione chiede di potenziare la sorveglianza elettronica degli autori di violenza per segnalare tempestivamente la violazione delle zone di interdizione e di valutare dispositivi personali di allarme collegati ai servizi di emergenza.

Una polizia specializzata
Istituire o potenziare una sezione della Polizia cantonale dedicata alla violenza domestica e di genere, con personale sufficiente e una formazione obbligatoria e continua sulla valutazione del rischio, la protezione delle vittime, la gestione dei casi complessi e la prevenzione della recidiva.

Intervenire anche sugli autori di violenza
Sviluppare programmi obbligatori, continuativi e scientificamente valutati per responsabilizzare gli uomini autori di violenza, modificare i comportamenti violenti e prevenire la recidiva.

Prevenire, a partire dalle scuole
Rafforzare programmi permanenti su affettività, consenso, parità e rispetto, prevenendo i comportamenti di controllo e aiutando a riconoscere i segnali della violenza. Le campagne dovranno rivolgersi alle potenziali vittime, ma anche agli uomini, ai giovani e all'intera società.

Operatori più preparati
Formazione obbligatoria e continuativa sulla violenza di genere per il personale sanitario, sociale e scolastico e, nell'ambito delle competenze cantonali, per gli operatori della polizia e della giustizia.

Finanziamenti stabili, non progetti precari
Garantire risorse pubbliche pluriennali alla rete di prevenzione, protezione e presa a carico, assicurando personale qualificato e continuità dei servizi.

Un piano cantonale con obiettivi misurabili
Infine, Sergi e Pronzin chiedono un piano pluriennale contro la violenza di genere e domestica, elaborato con associazioni e operatori della rete, che definisca obiettivi, tempi, risorse e monitoraggio e renda trasparenti i posti protetti disponibili, i servizi esistenti e le lacune ancora da colmare. Per i due firmatari, «contro la violenza di genere non servono soltanto parole. Servono risorse, strutture e scelte politiche chiare e urgenti».

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