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Cassette arancioni contro la violenza domestica: un biglietto per chiedere aiuto

Il progetto di MI-TI-CI Against Abuse porta nei luoghi frequentati ogni giorno un canale discreto per le vittime che vivono sotto il controllo dell'aggressore
Cassette arancioni contro la violenza domestica: un biglietto per chiedere aiuto
MI-TI-CI
Fonte MI-TI-CI Against Abuse
Cassette arancioni contro la violenza domestica: un biglietto per chiedere aiuto
Il progetto di MI-TI-CI Against Abuse porta nei luoghi frequentati ogni giorno un canale discreto per le vittime che vivono sotto il controllo dell'aggressore

LOSONE - Una cassetta arancione e un biglietto per chiedere aiuto in modo discreto. È il principio del progetto "Cassette arancioni", presentato giovedì 10 settembre alla Cantina Angelo Delea di Losone dall'associazione MI-TI-CI Against Abuse, formata da motociclisti e volontari che sostengono donne e minori vittime di abusi fisici e psicologici, violenza domestica, stalking e bullismo.

L'iniziativa nasce per offrire un canale di aiuto a chi vive sotto il controllo dell'aggressore e può avere telefonate, messaggi, spostamenti e contatti sorvegliati. Nelle prossime settimane le cassette saranno collocate in diversi punti del Cantone, come Comuni, farmacie, supermercati e altri luoghi frequentati quotidianamente.

La vittima potrà lasciare un biglietto con le informazioni che può fornire, indicando soprattutto quando e come essere contattata in sicurezza. I volontari di MI-TI-CI prenderanno poi contatto per valutare il sostegno necessario.

L'associazione accompagna già le vittime in situazioni delicate, per esempio in tribunale, negli incontri con i figli o nel recupero degli effetti personali, e opera in partenariato con la sezione violenza domestica della Polizia cantonale, che contribuisce alla formazione dei volontari.

Il progetto è stato realizzato grazie a un contributo di 5'000 franchi dell'associazione Una Goccia nel Mare, fondata da Simona Specht e dal marito, e con l'adesione delle Cantine Delea, che hanno ospitato la presentazione. All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il consigliere di Stato Norman Gobbi, Alessandro Speziali, Amalia Mirante, Simona Specht, il Console Generale d'Italia Uberto Vanni d'Archirafi e Manga, presidente e fondatore di MI-TI-CI Against Abuse.

Le cassette non sostituiscono la Polizia o le strutture specializzate, ma intendono offrire un ulteriore canale a chi, perché controllato, fatica anche a compiere il primo passo per chiedere aiuto.

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