MPS e SISA contro l'aumento delle tasse universitarie

Il Movimento per il Socialismo chiede un passo indietro: «la strada scelta è quella di far ricadere sugli studenti e sulle loro famiglie il costo del definanziamento della formazione pubblica».
LUGANO - L'annuncio di USI e SUPSI sull'aumento delle tasse universitarie conferma, per il Movimento per il socialismo come, di fronte ai tagli decisi a livello federale e cantonale, la strada scelta sia stata quella di «far ricadere sugli studenti e sulle loro famiglie il costo del definanziamento della formazione pubblica».
«Non una scelta inevitabile, ma politica», secondo l’MPS. I due atenei, sostiene il partito, avrebbero potuto contestare i tagli e rivendicare le risorse necessarie alla formazione, invece di «intervenire sul fronte più facile».
Secondo l'MPS esistono piuttosto altre strade: «difendere il finanziamento pubblico della formazione, mettere in discussione i tagli oppure reperire nuove risorse attraverso una fiscalità maggiormente redistributiva».
Al coro degli scontenti si è aggiunto anche il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), secondo cui «le tasse universitarie ticinesi sono già da tempo ben al di sopra della media svizzera». Il sindacato auspica quindi che «la volontà degli istituti di “garantire un accesso equo e inclusivo a una formazione universitaria di alta qualità” permanga e si concretizzi in misure di sostegno per gli studenti che non possono far fronte a tali cifre, realisticamente insostenibili per un giovane in formazione».
L’MPS richiama infine l’attenzione sulle possibili conseguenze dei Bilaterali III (la Svizzera dovrebbe garantire agli studenti UE le stesse rette degli studenti domiciliati). Il movimento teme che la parificazione possa tradursi non in una riduzione delle rette più alte, ma in un aumento di quelle applicate agli studenti residenti.
Alla luce di queste considerazioni, il Movimento per il socialismo ha quindi richiesto:
- il ritiro degli aumenti delle tasse universitarie;
- il mantenimento di un forte finanziamento pubblico dell’USI e della SUPSI e la rinuncia del Cantone ai tagli decisi dal governo nel quadro del progetto di finanziamento della prima fase di implementazione dei sussidi di cassa malati (iniziativa 10%);
- la rinuncia alla politica di trasferimento dei costi della formazione sugli studenti e sulle loro famiglie;
- una discussione pubblica sulle conseguenze che i Bilaterali III potranno avere sulle tasse universitarie, evitando fin d’ora qualsiasi ipotesi di parificazione realizzata attraverso l’aumento delle rette degli studenti residenti;
- una politica di finanziamento della formazione fondata sulla fiscalità redistributiva e sulla tassazione maggiormente incisiva dei grandi patrimoni, delle rendite e dei profitti.



