Shirin Ebadi, l'ottava ospite di Endorfine

Premio Nobel e voce della resistenza iraniana, sarà al Palazzo dei Congressi sabato 12 settembre alle 15
Premio Nobel e voce della resistenza iraniana, sarà al Palazzo dei Congressi sabato 12 settembre alle 15
LUGANO - Si completa il programma del Lugano International Festival Endorfine, in programma dall'11 al 13 settembre a Lugano. Sabato 12 settembre alle ore 15 il Palazzo dei Congressi accoglierà Shirin Ebadi, figura simbolo della lotta per i diritti umani in Iran e Premio Nobel per la pace nel 2003. L’incontro si svolge in un momento di grande tensione e trasformazione per il suo paese d’origine.
Nata nel 1947, Ebadi è stata la prima donna a diventare giudice a Teheran. La rivoluzione islamica del 1979, però, le ha impedito di continuare la sua carriera: le donne non potevano più giudicare. Solo nel 1993 le è stato permesso di tornare a esercitare come avvocata, dedicandosi con coraggio alla difesa di dissidenti e insegnando diritto all’Università di Teheran.
Il suo impegno instancabile per la democrazia e i diritti umani, soprattutto in favore di donne e bambini, le ha valso il Nobel, rendendola la prima donna musulmana ad aver ricevuto questo riconoscimento. Ma il premio ha avuto anche un prezzo: il regime iraniano ha risposto con sorveglianza e persecuzioni contro di lei e la sua famiglia, costringendola infine all’esilio. Da allora, Ebadi non ha mai smesso di battersi per la libertà, continuando la sua attività dall’estero e pubblicando libri come "Finché non saremo liberi. Iran, la mia lotta per i diritti umani", "La gabbia d’oro" e "Il mio Iran". Nel 2026 la rivista Time l'ha inserita tra le cento persone più influenti al mondo.
La presenza di Ebadi a Lugano assume un significato particolare dopo i drammatici eventi che hanno scosso l’Iran quest’anno: le proteste represse nel sangue e, il 28 febbraio, l’attacco su vasta scala di Israele e Stati Uniti che ha portato alla morte della Guida suprema Ali Khamenei e all’apertura di una nuova guerra regionale. Nonostante tutto, il regime è rimasto al potere, avviando una profonda metamorfosi della Repubblica islamica, con i pasdaran sempre più protagonisti. Il futuro dell’Iran resta avvolto da incertezze e interrogativi.
L’incontro, moderato da Romano Bianchi, si terrà in farsi con traduzione simultanea disponibile fino a esaurimento posti.




