Il "mantra" per invocare l'acqua: «Manda la pioggia benefica...»

La tradizione secolare rivive con una processione e una messa dedicate alle scarse precipitazioni.
La tradizione secolare rivive con una processione e una messa dedicate alle scarse precipitazioni.
CASTEL SAN PIETRO - «Manda la pioggia benefica, sostieni il lavoro nei campi...». Una lunga preghiera, recitata per bocca di don Simone, ha accompagnato il gruppo di fedeli (una trentina di persone) che - in quello che si prospetta essere il giorno più caldo dell'estate - si è messo in cammino di buon mattino per chiedere l'arrivo della pioggia.
Un rito apotropaico quello del "pellegrinaggio", organizzato nel Mendrisiotto su iniziativa di diversi credenti della regione, che ha visto la partecipazione di un buon numero di persone, come documentato anche dalle immagini raccolte sul posto.
La partenza, come da programma, è avvenuta alle 6 dal santuario di Morbio Inferiore, punto di ritrovo indicato dagli organizzatori. Da lì, i partecipanti hanno raggiunto a piedi la chiesa del Santo Crocifisso di Castel San Pietro, seguendo un percorso che attraversa il territorio fino al nucleo del paese. Il tragitto, della durata di circa cinquanta minuti, è stato accompagnato appunto dal mantra propiziatorio recitato attraverso la preghiera, che ha guidato il cammino dei fedeli.
All’arrivo, alle 7, è stata celebrata una messa «dedicata in modo particolare all’invocazione della pioggia», come ci ha spiegato il vicario don Gian Pietro Ministrini (che per ragioni di salute non ha potuto partecipare alla processione, ma era presente alla messa). La funzione, durata i canonici tre quarti d’ora, si è inserita in una pratica religiosa codificata, con riferimenti specifici alla richiesta di precipitazioni in periodi di siccità.
Come spiegato dal vicario don Gian Pietro Ministrini, promotore dell’iniziativa, si tratta di una tradizione che affonda le radici nei secoli passati, quando «simili pellegrinaggi venivano organizzati nei momenti più critici per il territorio». Una rarità, «celebrata due o tre volte ogni secolo», riproposta oggi alla luce delle condizioni climatiche attuali e delle difficoltà segnalate in particolare da chi vive e lavora a stretto contatto con la terra.
Al termine della celebrazione, i presenti si sono trattenuti nei pressi della chiesa, dove chi ha voluto ha potuto approfondire il significato storico e religioso dell’iniziativa. Se questa possa essere davvero utile a smuovere lo stallo meteorologico non è dato saperlo, ma sicuramente ha rappresentato un momento di piacevole comunione in questa arida estate.








