«Non è HelvEthica a chiedere le dimissioni» di Zali, Gobbi e De Rosa: «È l'etica»

«La Politica con la P maiuscola non consiste nel conservare il potere, ma nel meritare la fiducia dei cittadini» scrivono i vertici del partito
BELLINZONA - Il caso Zali, con tutte le sue sfaccettature, continua a tenere banco sulla scena ticinese. Nella giornata dell'incontro del presidente del Consiglio di Stato con i vertici della Lega dei Ticinesi (il coordinatore Daniele Piccaluga, il suo vice Alessandro Mazzoleni e Norman Gobbi) è arrivata una nuova, netta, presa di posizione dalla politica cantonale.
È il turno di HelvEthica Ticino, chiede le dimissioni di Claudio Zali, Norman Gobbi e Raffaele De Rosa. «Non è HelvEthica a chiedere le dimissioni: è l’etica», si legge nel comunicato firmato dal presidente, dottor Werner Nussbaumer, e dal co-Presidente Fazal Rehman. Una presa di posizione dura, che richiama la politica (e non solo la Lega dei Ticinesi) a interrogarsi non solo sulla rilevanza penale dei comportamenti, ma sulla loro compatibilità con la dignità delle istituzioni.
Gli audio e quella e-mail
Al centro della presa di posizione vi sono «le parole attribuite a Claudio Zali negli audio diffusi», le «ammissioni di violenza nei confronti di una donna», le «pressioni esercitate per favorire una conoscente» e il «disprezzo manifestato verso un lavoratore frontaliere», elementi che, secondo l’associazione, delineano «un quadro incompatibile con il ruolo di Consigliere di Stato».
Il comunicato sottolinea inoltre un aspetto ritenuto particolarmente grave: il riferimento a un fidato «amico di Milano» disposto a svolgere un «lavoro sporco». «Milano è da anni uno dei principali territori di insediamento delle organizzazioni mafiose», osserva HelvEthica, precisando che ciò «non autorizza alcuna accusa nei confronti della persona evocata», ma rende «doveroso chiarire chi sia e perché venga ritenuta il riferimento naturale per risolvere un problema con la violenza».
Non solo Zali nel mirino
Nel testo si evidenzia anche come Norman Gobbi fosse stato informato già nel 2021 di presunti comportamenti inappropriati del collega Claudio Zali. «Lo ha confermato lui stesso, spiegando che la vicenda fu discussa all’interno della Lega e successivamente ricondotta alla sfera privata». A questo si aggiunge «il silenzio di chi, nella vicenda delle pressioni sull’EOC, ricevette le segnalazioni senza che ne derivassero iniziative istituzionali».
Da qui la richiesta di dimissioni per Zali, Gobbi e De Rosa. «Non perché spetti alla politica sostituirsi ai tribunali, ma perché la responsabilità politica nasce molto prima di quella penale», si legge ancora.
Il ruolo della Politica (con la P maiuscola)
Il comunicato si chiude con un richiamo più ampio al ruolo dei partiti. «La Politica con la P maiuscola non consiste nel conservare il potere, ma nel meritare la fiducia dei cittadini; non nel proteggere persone o appartenenze, ma nel difendere i principi; non nel domandarsi ciò che conviene, ma ciò che è giusto». HelvEthica interpella direttamente la Lega dei Ticinesi e il Centro: «Avete scelto questi uomini perché portavano voti o perché rappresentavano i valori che dichiarate di difendere?». E conclude: «Quando un partito preferisce il consenso ai valori, non può stupirsi se perde la credibilità».
«HelvEthica non difende uomini, carriere o appartenenze, difende un principio semplice: senza etica non esiste politica, esiste soltanto il potere», concludono Nussbaumer e Rehman.



