Cantone e Comuni verso una nuova fase di dialogo

La nuova proposta prevede l'istituzione della Conferenza di cooperazione interistituzionale, destinata a sostituire l'attuale piattaforma di dialogo.
BELLINZONA - Si è concluso il ciclo di consultazioni promosso dal Dipartimento delle istituzioni sulla futura Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni. Nella primavera del 2026, 22 Comuni urbani, periurbani e rurali hanno partecipato al percorso di confronto, che ha permesso di affinare la proposta di riforma prevedendo l'introduzione della Conferenza di cooperazione interistituzionale.
Il Comitato strategico ha contestualmente deciso la chiusura formale del progetto Ticino 2020, aprendo una nuova fase di collaborazione istituzionale tra Cantone e Comuni.
L'incontro con i 100 Comuni ticinesi, svoltosi il 10 settembre 2025 a Locarno, ha portato alla firma di una dichiarazione d'intenti tra Governo e Municipi. Tra gli impegni assunti dal Consiglio di Stato figurava la riforma della Piattaforma Cantone-Comuni, da sviluppare attraverso un percorso di confronto con i Comuni. Un percorso iniziato dal Dipartimento delle istituzioni nell'autunno del 2025, con le prime riflessioni per definire i presupposti funzionali, organizzativi e processuali opportuni per rilanciare i rapporti tra i due livelli istituzionali. Nella primavera del 2026, 22 Comuni urbani, periurbani e rurali sono stati coinvolti in una consultazione che è culminata nell'elaborazione di una proposta per il nuovo modello di piattaforma.
Ticino 2020: chiusura formale
Contestualmente alle riflessioni volte a definire la proposta per la nuova piattaforma, il Comitato strategico – composto da rappresentanti del Consiglio di Stato e dei Comuni – ha deciso di procedere alla chiusura formale del progetto Ticino 2020, iniziativa che mirava a riordinare e ridefinire i rapporti fra Cantone e Comuni. Una scelta che rappresenta la conclusione di un percorso e l'avvio di una nuova fase politica. Vi è infatti la ferma volontà di preservare e valorizzare il patrimonio di conoscenze, relazioni e proposte sviluppato nel corso degli anni, affinché possa continuare a generare valore all'interno del nuovo assetto di collaborazione.
«La conclusione formale di Ticino 2020 non segna la fine di un percorso, ma l'inizio di una nuova fase politica», evidenzia Norman Gobbi, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni. «Le esperienze maturate in questi anni costituiscono un patrimonio prezioso che intendiamo valorizzare, costruendo relazioni istituzionali più solide, efficaci e orientate al futuro».
Nasce la Conferenza di cooperazione interistituzionale
La nuova proposta prevede l'istituzione della Conferenza di cooperazione interistituzionale, destinata a sostituire l'attuale piattaforma di dialogo. L'obiettivo è creare uno strumento più efficace e operativo, capace di favorire un coinvolgimento tempestivo degli enti locali nei processi decisionali, migliorare il coordinamento tra i due livelli istituzionali e promuovere la ricerca condivisa di soluzioni sui principali dossier di interesse comune. Il modello si fonda sul rispetto reciproco dei ruoli istituzionali, su una rappresentanza equilibrata delle diverse tipologie di Comuni e sull'attivazione di gruppi di lavoro paritetici incaricati di elaborare proposte da sottoporre alle istanze politiche competenti.
«Le discussioni svolte nelle diverse regioni del Cantone hanno confermato che esiste una volontà diffusa di rafforzare il dialogo istituzionale e di costruire strumenti più efficaci», sottolinea Gobbi. «Cantone e Comuni condividono la stessa responsabilità nei confronti della popolazione. Per questo motivo è stato ritenuto necessario avviare una riflessione che permetta di passare da una logica di semplice consultazione a una reale collaborazione nella definizione delle soluzioni».
«La nuova proposta non rappresenta un punto d’arrivo, ma una base di lavoro aperta al confronto», osserva il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. «L’obiettivo è costruire una struttura stabile, credibile e condivisa, capace di garantire continuità al dialogo e di affrontare in modo più efficace le questioni che coinvolgono Cantone e Comuni».
I prossimi passi
La proposta passa ora all'esame dei firmatari della lettera d'intenti originaria: il Consiglio di Stato, le cinque Città, l'Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) e l'Ente regionale per lo sviluppo del Luganese (ERS-L). In caso di convergenza sugli obiettivi, il progetto entrerà nella fase attuativa, con una nuova lettera d'intenti e la definizione dei presupposti organizzativi della Conferenza di cooperazione interistituzionale. L’obiettivo è giungere, verosimilmente entro l’autunno 2026, alla definizione del nuovo assetto di collaborazione tra Cantone e Comuni. Il Dipartimento delle istituzioni intende inoltre promuovere un Messaggio governativo per introdurre nella Costituzione cantonale il principio di equivalenza nella ripartizione dei compiti tra Cantone e Comuni, e una revisione parziale della Legge organica comunale.



