«Il Bagno pubblico deve essere più accessibile!»

Oltre 600 firme già raccolte dalla petizione sostenuta dalla sezione cittadina del Partito Comunista, che chiede vari cambiamenti a Bellinzona Sport
BELLINZONA - La gestione del Bagno pubblico di Bellinzona torna al centro del dibattito politico. La sezione cittadina del Partito Comunista esprime infatti preoccupazione per quella che definisce un’«autoreferenzialità» dell’ente autonomo Bellinzona Sport, responsabile della piscina comunale, e segnala difficoltà nei rapporti con l’utenza, in particolare con scuole, studenti e docenti di educazione fisica.
Le criticità sono emerse anche durante l’ultima seduta del legislativo comunale, con gli interventi dei consiglieri Alberto Casari (Partito Socialista) e Massimiliano Ay (Partito Comunista), che hanno sollevato il tema dell’accesso per le scuole e per le persone con disabilità. Secondo quanto riferito, anche i colloqui con gli organi magistrali e studenteschi delle scuole cantonali non avrebbero prodotto risultati concreti.
Nel frattempo, è stata lanciata una petizione popolare che ha già raccolto oltre 600 firme. Il testo, che definisce la piscina un servizio pubblico, chiede una struttura «più accessibile, sicura e accogliente per tutti». Tra le richieste principali figurano le la riapertura dei cancelli lato tennis e lungo la parete meridionale di fronte al Liceo, ma anche l'apertura di una seconda cassa nelle giornate di maggiore affluenza e accessi più semplici e inclusivi per le persone con disabilità. Ultima richiesta, ma non meno importante, è la creazione di un sistema di acquisto online dei biglietti «più semplice ed efficace».
Il Partito Comunista invita inoltre le autorità municipali a riflettere sulla scelta di delegare servizi pubblici a enti autonomi di diritto comunale. Una questione che, sottolinea la sezione locale, torna d’attualità anche in vista della prossima votazione sulla gestione dei Castelli, che il Municipio vorrebbe affidare a una fondazione privata esterna.



