L'unione deve fare la forza

Obiettivo Capitale culturale svizzera nel 2033: la fiducia degli organizzatori c'è, ma si chiede di evitare proposte contrastanti sul territorio
BELLINZONA - Capitale culturale svizzera in Ticino sì, ma con un approccio unitario. È quanto emerso dall’incontro tra i responsabili culturali di Lugano, Locarno e Mendrisio e una delegazione della giuria Ccs, che ha assegnato il titolo 2030 ad Aarau, lasciando escluse le due candidature ticinesi (il trio citato poco sopra e Bellinzona).
Più che una bocciatura, come riferisce laRegione, per il Ticino si tratta di un rinvio: le proposte sono state giudicate di alta qualità e guardate con interesse in vista del 2033. "Visione da Sud" è piaciuta, così come le peculiarità delle tre città, già riconosciute come poli culturali. Tuttavia, l’unione tra Lugano, Locarno e Mendrisio ha suscitato timori sulla gestione e il coordinamento, nonostante il progetto sia stato ritenuto ben integrato.
Sul fronte della cultura indipendente, Lugano intende investire per colmare il divario con la Svizzera tedesca. «Non credo però che ci abbia svantaggiati. Abbiamo chiarito che siamo intenzionati a investire in quest’ambito e riteniamo che ci sia un bel potenziale di sviluppo» ha precisato Roberto Badaracco, capodicastero Cultura, sport ed eventi. «Credo che sia l’occasione giusta per sviluppare la cultura indipendente, per arrivare al 2033 con una scena già vivace, riconosciuta, con una sua storia». La mancata vittoria non rallenta il percorso: l’obiettivo è quello di arrivare al 2033 con una scena consolidata e riconosciuta.
Resta aperta la questione della doppia candidatura ticinese. In prospettiva futura, la giuria invita a osservare l’esperienza di La Chaux-de-Fonds 2027 e a valutare entro fine 2027 una lettera d’intenti. In caso di più candidature dal Ticino, l’obiettivo sarà evitare un confronto interno, favorendo piuttosto una soluzione condivisa.
I prossimi passi prevedono la verifica della volontà di proseguire insieme tra Lugano, Locarno e Mendrisio, e il riavvio del dialogo con Bellinzona, in vista di una possibile candidatura comune. «Il primo punto è capire se Locarno e Mendrisio sono ancora volenterose, come mi auguro, di proseguire assieme» sottolinea Badaracco. «E poi proveremo a riallacciare un dialogo con Bellinzona, prima di venire eventualmente contattati dalla giuria, qualora anche loro fossero interessati a ripresentarsi».



