Frana del Lavinone, il ponte sarà abbattuto e ricostruito

La soluzione individuata permetterà la “convivenza” con l’instabilità del terreno
La soluzione individuata permetterà la “convivenza” con l’instabilità del terreno
CAPRIASCA - Il Dipartimento del territorio (DT) ha aggiornato sulla frana del Lavinone tra Corticiasca (nel territorio comunale di Capriasca) e Scareglia (Lugano), confermando il recupero del collegamento stradale esistente con un intervento strutturale che consenta di convivere con l’instabilità del versante. L’annuncio è stato dato nel corso del momento informativo che si è tenuto giovedì a Maglio di Colla, alla presenza del consigliere di Stato Norman Gobbi, del geologo della Sezione forestale Jean Frédéric Kauffmann e di Marco Frangi, capo dell'Ufficio della gestione dei manufatti.
Gli studi successivi alla chiusura del 14 maggio 2025 hanno stabilito che il movimento franoso non è arrestabile, ma solo rallentabile. «Ci adopereremo per accelerare al massimo le tempistiche e riaprire la strada al traffico veicolare il prima possibile e in sicurezza», ha dichiarato Gobbi, annunciando anche una serata pubblica informativa.
Opere e tempistiche
Il progetto prevede opere leggere e modulari per garantire stabilità locale: un nuovo semiponte, il rifacimento del muro di controriva e interventi di consolidamento, oltre al potenziamento del monitoraggio.
La prima fase, con drenaggi profondi tramite perforazioni suborizzontali, inizierà il 22 giugno e durerà circa tre mesi. Seguirà la ricostruzione del semiponte (allungato di circa 40 metri verso Insone) e del muro, con fondazioni su micropali e ancoraggi attivi di 35-40 metri.
Il progetto definitivo è atteso per la fine del prossimo mese di agosto, con avvio dei lavori previsto nella primavera 2027 e riapertura tra primavera ed estate 2028. L’investimento è stimato in circa 3,5 milioni di franchi. Attualmente la tratta resta percorribile da pedoni e ciclisti; Scareglia è raggiungibile da Bogno e, per veicoli fino a 12 tonnellate, da Maglio di Colla.
La “Frana del Lavinone”, attiva già prima della costruzione della strada (anni 1950-1960), è uno scivolamento lento favorito da roccia fragile e infiltrazioni d’acqua. Monitorata dal 2009 (con sistema continuo dal 2018), registra movimenti medi di 3-5 cm annui, in aumento durante piogge intense. Il tratto tra Insone e Scareglia è stato chiuso nel 2025 per motivi di sicurezza.






