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BELLINZONA

Sanità ticinese: meno burocrazia, più cure vicine al cittadino

Ambulatorizzazione, digitalizzazione funzionale, meno burocrazia e valorizzazione del personale sanitario al centro dell’incontro tra FMH, autorità cantonali e Ordine dei Medici del Canton Ticino.
Sanità ticinese: meno burocrazia, più cure vicine al cittadino
Ordine dei Medici del Canton Ticino
Fonte Ordine dei Medici del Canton Ticino
Sanità ticinese: meno burocrazia, più cure vicine al cittadino
Ambulatorizzazione, digitalizzazione funzionale, meno burocrazia e valorizzazione del personale sanitario al centro dell’incontro tra FMH, autorità cantonali e Ordine dei Medici del Canton Ticino.

BELLINZONA - Un confronto istituzionale sulle sfide attuali e future della sanità svizzera, con uno sguardo particolare al Ticino, ha segnato l’incontro tra il Comitato Centrale della Federazione dei medici svizzeri (FMH), che celebra il 125° anniversario dalla fondazione, e le autorità cantonali e locali, insieme ai rappresentanti del settore sanitario ticinese. L’appuntamento si è svolto presso il Municipio della Città di Bellinzona.

Alla conferenza stampa di ieri (17 giugno) hanno partecipato il sindaco di Bellinzona Mario Branda, il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento della sanità e socialità (DSS) Raffaele De Rosa, il presidente dell’Ordine dei medici del Canton Ticino (OMCT) Franco Denti e la presidente della FMH Yvonne Gilli.

Trasferire le cure dall’ospedale all’ambulatorio rafforzando la medicina di famiglia
Al centro del confronto tre temi chiave: il rafforzamento della medicina ambulatoriale e di prossimità, la riduzione della burocrazia attraverso una digitalizzazione realmente funzionale e la valorizzazione del personale sanitario, con particolare attenzione alla dipendenza dall’estero.

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda il progressivo trasferimento delle cure dall’ambito ospedaliero a quello ambulatoriale. In questo contesto, il finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie (EFAS) è stato indicato come strumento capace di favorire maggiore coerenza, equità ed efficienza.

Il presidente dell’OMCT Franco Denti ha sottolineato il ruolo centrale della medicina di famiglia e della medicina territoriale, evidenziando come la prossimità delle cure sia determinante per garantire accessibilità, continuità e qualità. I medici di famiglia, ha ricordato, rappresentano un punto di riferimento fondamentale per la popolazione e coordinano i percorsi di cura, in particolare per i pazienti cronici.

Meno burocrazia e più digitalizzazione funzionale al servizio della cura
Tra le criticità emerse, il crescente carico amministrativo che grava sui professionisti della salute. La presidente della FMH Yvonne Gilli ha definito la burocrazia una «tigre di carta» che sottrae tempo alla relazione medico-paziente, riducendo le risorse disponibili per l’attività clinica e incidendo negativamente sull’attrattività della professione. In questo quadro, la digitalizzazione deve diventare uno strumento al servizio della cura e non un ulteriore elemento di complessità.

Secondo la FMH, solo processi standardizzati, interoperabili e sicuri, orientati ai bisogni concreti di medici e pazienti, possono semplificare il lavoro e restituire tempo alla pratica clinica. In questa direzione, sono già in corso collaborazioni con assicuratori malattia, associazioni mediche cantonali e società di disciplina.

Rafforzare la formazione in Svizzera per ridurre la dipendenza dall’estero
Un’altra sfida centrale riguarda la carenza di personale sanitario qualificato, particolarmente sentita anche in Ticino, soprattutto nelle regioni periferiche e nella medicina di base. Secondo i dati FMH, circa il 43% dei medici attivi in Svizzera ha conseguito il diploma all’estero. Un contributo importante, ma che non può rappresentare una soluzione strutturale a lungo termine.

Per rafforzare l’autosufficienza del sistema, è necessario aumentare i posti di studio in medicina, ampliare i percorsi di formazione postgraduata e investire nelle discipline di base e nella medicina di prossimità. In Ticino, questo significa valorizzare realtà già esistenti come la Facoltà di scienze biomediche dell’USI, l’Istituto di medicina di famiglia e il programma cantonale «Praxisassistenz Ticino», che favoriscono la formazione locale e l’inserimento dei giovani medici sul territorio.

Parallelamente, resta fondamentale accompagnare l’integrazione dei professionisti formati all’estero, garantendo una conoscenza adeguata del sistema sanitario svizzero e delle sue regole, per un inserimento efficace e sostenibile. Formazione locale, integrazione mirata e condizioni di lavoro attrattive sono stati indicati come elementi complementari per rafforzare la medicina di prossimità e sostenere le regioni periferiche.

Un dialogo inclusivo e qualificato è necessario per la sanità del presente e del futuro
L’anniversario della FMH è stato infine l’occasione per ribadire la necessità di un dialogo continuo tra corpo medico, autorità politiche, istituzioni sanitarie e popolazione. Solo attraverso una collaborazione stretta, è stato sottolineato, sarà possibile garantire cure di qualità, sostenibili e accessibili, rispondendo in modo efficace alle esigenze della società.

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