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Lugano

Assolto il broker Daniele Migani

La Corte delle assise criminali di Lugano ha respinto le accuse dopo sei anni di processo, riconoscendo la regolarità delle operazioni e l'assenza di responsabilità penali in merito alla vicenda originata dalle perdite registrate da alcuni investitori.
Daniele Migani
Assolto il broker Daniele Migani
La Corte delle assise criminali di Lugano ha respinto le accuse dopo sei anni di processo, riconoscendo la regolarità delle operazioni e l'assenza di responsabilità penali in merito alla vicenda originata dalle perdite registrate da alcuni investitori.

LUGANO - La Corte delle assise criminali di Lugano ha assolto pienamente Daniele Migani dall’accusa di amministrazione infedele aggravata, al termine di un procedimento penale durato quasi sei anni. Difeso dall’avvocato Elio Brunetti, Migani era inizialmente coinvolto in un’inchiesta con un ampio ventaglio di ipotesi di reato, tra cui truffa, riciclaggio, attività finanziaria non autorizzata, irregolarità fiscali e retrocessioni occulte. Nel corso del tempo, però, le accuse si sono progressivamente ridimensionate fino a concentrarsi unicamente sull’amministrazione infedele aggravata, oggi integralmente respinta dalla Corte.
Il caso nasce dalle perdite subite da alcuni investitori in seguito al crollo dei mercati finanziari durante la fase iniziale della pandemia da Covid-19, tra febbraio e marzo 2020. Le stesse vicende hanno dato origine a contenziosi in diversi Paesi europei, con esiti differenti a seconda delle giurisdizioni. Anche nel procedimento svizzero erano coinvolti soggetti e veicoli riconducibili alle famiglie Cordero di Montezemolo e Giorgetto Giugiaro, già parte di iniziative legali in Regno Unito e Italia.

La Corte ha escluso che Migani ricoprisse un ruolo di gestore dei patrimoni degli investitori e ha stabilito che non sussistono gli elementi costitutivi del reato contestato. Gli accusatori privati sono stati estromessi dal procedimento, poiché la perdita di valore delle quote del fondo non è stata ritenuta un danno diretto penalmente rilevante. I giudici hanno inoltre riconosciuto che gli investitori coinvolti erano operatori professionali, pienamente consapevoli dei rischi, e che i flussi finanziari tra le parti corrispondevano a prestazioni reali e non a retrocessioni illecite.

È stato inoltre accertato che Skew Base fosse un veicolo lussemburghese regolare e conforme alle normative, con gestione indipendente da Migani. A quest’ultimo è stata riconosciuta anche un’indennità per le spese legali sostenute, a testimonianza della complessità del procedimento.

La decisione si inserisce in un contesto internazionale già favorevole a Migani: la High Court di Londra aveva respinto tutte le accuse, comprese quelle di frode, mentre in Lussemburgo le richieste degli investitori sono state dichiarate irricevibili.

Migani ha espresso fiducia nella giustizia svizzera e sollievo per l’esito del processo, definendolo un passaggio fondamentale per ristabilire la verità dopo anni difficili. L’avvocato Brunetti ha sottolineato come la sentenza confermi che le perdite siano legate al contesto eccezionale della pandemia e non a condotte penalmente rilevanti dell’imputato.

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