60 oggetti che raccontano una comunità

Il Museo delle Memorie minime, un progetto di Graziano Graziani, sarà esposto dal 31 maggio al 5 giugno presso la Masseria Cuntitt
LUGANO - Un museo effimero per raccontare una comunità attraverso gli oggetti e le memorie personali. È questo il cuore di "Museo delle Memorie minime. 60 oggetti per raccontare una comunità", progetto ideato da Graziano Graziani e coordinato dal settore Mediazione culturale del LAC, in programma alla Masseria Cuntitt di Castel San Pietro dal 31 maggio al 5 giugno. Il vernissage è previsto sabato 30 maggio alle ore 17.
L’iniziativa coinvolge i drammaturghi attivi in Ticino Branislava Trifković, Elisabeth Sassi, Nikita Ricci e Sara Grgic e nasce dalla raccolta di oggetti e testimonianze di 60 abitanti del Mendrisiotto. Il risultato è un “piccolo museo dell’invisibile”, costruito a partire da storie individuali che compongono un racconto collettivo.
«Gli oggetti ci parlano. Anche quelli apparentemente insignificanti. Sono intrisi di memoria, legati al vissuto – ha dichiarato Graziano Graziani –. Li conserviamo perché diventano una sorta di ‘amuleto’ che ci permette di fare i conti con lo scorrere del tempo. Li utilizziamo per tenere traccia dei ricordi, per preservare dei frammenti di un mondo che scompare; oppure come testimonianza di un cambiamento positivo, che ha spostato sul giusto binario la nostra esistenza. Qualunque sia la motivazione, queste ‘fratture della memoria’ diventano l’oggetto di un racconto collettivo che, attraverso le storie minori disegnano una dimensione più grande».
Il progetto si è sviluppato in più fasi. Tra il 13 febbraio e il 31 marzo la comunità è stata coinvolta attraverso un bando per la raccolta di oggetti e storie: i partecipanti hanno consegnato i materiali all’Ufficio Tecnico del Comune di Castel San Pietro, dove i drammaturghi hanno raccolto e intervistato i contributi. Parallelamente, tra il 15 gennaio e il 14 aprile, si è svolto al LAC un laboratorio di scrittura articolato in quattro incontri, durante i quali le interviste sono state trasformate in didascalie drammaturgiche a corredo degli oggetti esposti.
L’esposizione, aperta al pubblico fino al 5 giugno dalle 10 alle 17 con ingresso gratuito, restituisce così uno spaccato della memoria collettiva della comunità, intrecciando storie personali e identità condivisa. Al termine della mostra è prevista la pubblicazione di un catalogo.
Museo delle Memorie minime è realizzato grazie al contributo di UBS, partner principale di LAC edu.



