Incendi reali, dolosi e mitomani: i pompieri diventano operativi 24 ore su 24

Crescita degli interventi e allarme percepito dopo Crans-Montana. Il 2025? Un anno da record
Crescita degli interventi e allarme percepito dopo Crans-Montana. Il 2025? Un anno da record
LUGANO - Il 2025 sarà ricordato come «un anno record» per il Corpo civici pompieri di Lugano. Con 1’599 interventi di soccorso, il dato più alto mai registrato, e 2’200 servizi a favore della popolazione, l’attività complessiva ha raggiunto quota 3’799 prestazioni. Numeri che raccontano un impegno costante e una presenza sempre più centrale per la sicurezza della collettività. A sottolinearlo è il comandante Federico Sala, nel corso della conferenza stampa svoltasi questa mattina nella caserma di via Trevano 127. «In media - spiega - riceviamo circa 11 chiamate al giorno». Diversi i progetti in cantiere per il 2026, tra cui il passaggio a un’operatività 24 ore su 24.
Interventi in crescita
Rispetto al 2024, quando gli interventi erano stati 1’463, sono state registrate 136 uscite in più. Un incremento che conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni. Nel dettaglio, gli interventi per incendi sono stati 629, i salvataggi 97, gli eventi naturali 58 e le disinfestazioni 423. Per trovare un dato simile a quello dell'anno scorso, bisogna tornare al 2023, quando gli interventi raggiunsero quota 1'598.
Salvataggi e assistenza
Nel corso dell’anno sono state 91 le persone tratte in salvo e 21 gli animali recuperati da situazioni di pericolo. A queste si aggiungono le operazioni di evacuazione assistita: 199 persone e quattro animali che, pur potendo allontanarsi autonomamente, hanno necessitato del supporto dei pompieri.
Un corpo in evoluzione
Oggigiorno, «il Corpo civici pompieri conta oggi 166 militi, di cui 32 professionisti e 11 aspiranti in formazione. Accanto a loro operano tecnici specializzati che supportano le decisioni operative. Nel corso dell’anno sono stati inoltre inseriti dieci nuovi pompieri volontari», sottolinea Sala. Cresce pure il numero delle donne, arrivate a sette.
L'impatto di Crans-Montana
E se l'anno scorso non è stato caratterizzato da eventi «particolarmente» rilevanti sul fronte degli incendi, il 2026 è stato invece segnato da episodi di forte impatto, tra cui la tragedia di Crans-Montana. Un evento che ha contribuito ad alimentare, anche al di fuori del Vallese, la percezione di un aumento degli incendi. Ma si tratta davvero di una tendenza reale? «No, penso sia soprattutto una percezione - ha assicurato Sala -. Gli interventi che abbiamo affrontato non sono assolutamente legati a una crescita di eventi riconducibili a quel tipo di episodio o a un cambiamento nella sensibilità generale». E alla domanda su un possibile aumento di atti dolosi da parte di mitomani, il comandante precisa: «Di principio no. Circa un mese fa si sono verificati due incendi nel Malcantone che, secondo le prime informazioni, sarebbero stati appiccati da un pompiere, ma si tratta di casi rarissimi».
L’incendio di Crans-Montana ha comunque avuto un impatto sul settore. Il Corpo civici pompieri di Lugano si è confrontato con i colleghi della regione e con i soccorritori della SIR intervenuti sul posto. «Ci siamo documentati e confrontati con loro - prosegue il comandante - non tanto per modificare il nostro sistema operativo, quanto per comprendere le difficoltà incontrate e valutare eventuali miglioramenti nella nostra organizzazione di soccorso».
Verso il servizio 24 ore su 24
Guardando al futuro, il 2026 porterà nuove assunzioni, sono stati aperti due concorsi: uno per 4-5 aspiranti pompieri professionisti e per un responsabile dell’officina meccanica. L’obiettivo è raggiungere un organico di 46-47 professionisti. «Una crescita necessaria», mette in risalto la capo Dicastero sicurezza e spazi urbani Karin Valenzano-Rossi, alla luce dell’aumento e della diversificazione degli interventi. «Serve adattare la risposta operativa, puntando sulla formazione e sul capitale umano», ha evidenziato, indicando come traguardo il passaggio a un’operatività 24 ore su 24 con personale professionista. «Attualmente - afferma Sala a tio.ch - il servizio è organizzato su turni di 12 ore: dalle 7 alle 19 operano i professionisti, mentre durante la notte sono presenti i cosiddetti “accasermati”, in servizio dalle 19 alle 7. La domenica, inoltre, anche i volontari svolgono turni di 12 ore in caserma, con attività di formazione e intervento in caso di necessità. Con l’aumento degli interventi - spiega il comandante - ci siamo resi conto che alcuni professionisti impegnati anche nei turni notturni accumulano stanchezza. Per questo abbiamo richiesto l’avvio del progetto 24 ore, che permetterà di regolarizzare i turni, garantendo un miglior equilibrio tra lavoro e riposo».
La collaborazione tra professionisti e volontari
Una struttura che seguirà sempre più un modello professionale, ma che «manterrà il forte legame con il volontariato che ha caratterizzato la storia del Corpo», ha ricordato Valenzano-Rossi. «I pompieri volontari sono e restano la spina dorsale della nostra organizzazione – ha incalzato Sala –. Attualmente contiamo 41 pompieri professionisti e, con i prossimi concorsi, arriveremo a 46–47 unità. Ma senza il supporto dei volontari sarebbe molto difficile garantire un servizio di soccorso operativo 24 ore su 24 durante tutto l’anno». Una sinergia che rappresenta la base del sistema di emergenza, in un contesto in continua evoluzione.
«Un impegno che coinvolge anche le famiglie»
«Essere pompiere - ricorda infine la capo Dicastero - è una scelta che richiede dedizione e sacrificio, non solo per i militi ma anche per le loro famiglie. Una missione che si fonda su preparazione, organizzazione e spirito di servizio». Lo sguardo è già rivolto al futuro, con un obiettivo chiaro: «Rendere il Corpo ancora più efficiente e pronto a rispondere alle esigenze della popolazione». In vista di traguardi importanti, come il giubileo per i 175 anni del Corpo civici pompieri, previsto nel 2028.





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