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LUGANO

1° Maggio a Lugano: «Tremila persone in piazza»

Sotto lo slogan "Né sfruttati, né divisi", un lungo corteo ha sfilato per le vie della città.
1° Maggio a Lugano: «Tremila persone in piazza»
Foto TiPress
Fonte red
1° Maggio a Lugano: «Tremila persone in piazza»
Sotto lo slogan "Né sfruttati, né divisi", un lungo corteo ha sfilato per le vie della città.

LUGANO - Bandiere al vento e slogan e un lungo e colorato corteo, alla cui testa campeggiava lo striscione dell’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa con la scritta "Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini!”. Lugano ha celebrato oggi la festa dei lavoratori con una manifestazione che ha saputo unire la fermezza della rivendicazione sindacale in tema di sicurezza del lavoro, salari e dignità, al calore della partecipazione popolare. «Siamo contenti, abbiamo stimato circa 3mila persone» riferisce Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di Unia Ticino. «È una bella giornata, tantissima gente, è un momento dove si parla tanto di lavoro e i numeri di oggi confermano che la gente chiede risposte». Nel suo intervento ricorderà anche «le nuove vittime sul lavoro in Ticino» e il «no» all'iniziativa che ha definito «razzista e xenofoba dell’UDC» in voto il prossimo 14 giugno.

Il corteo, partito da Campo Marzio, dopo avere sfilato lungo via Cattaneo ha raggiunto Piazza Manzoni per i discorsi dei leader sindacali.

«Scendere tutte e tutti in piazza il 1° Maggio significa dimostrare in maniera tangibile l’unità del movimento operaio, in un momento dove questa unità è più che mai necessaria» ha affermato ancora Giangiorgio Gargantini. Salari equi e «no» al dumping salariale e alla precarietà sono i temi messi in risalto anche dagli altri esponenti delle sigle sindacali presenti in piazza oggi. Le compagini sindacali hanno riconfermato la propria contrarietà all'Iniziativa Udc.

Nicole Rossi, segretaria politica di USS Ticino e Moesa, ricorda che «il Primo Maggio è una giornata che nasce dal conflitto, dal coraggio, dalla determinazione di chi si è opposto allo sfruttamento per ottenere un avvenire migliore, per tutte e tutti noi. E in questi tempi così bui, l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori non è solo necessaria ma urgente». Mentre per Edoardo Cappelletti, co-segretario regionale di VPOD Ticino «oggi precarietà e sfruttamento non si fermano davanti a una categoria o a un contratto. Come VPOD vediamo ormai ogni giorno quanto sia falsa e strumentale la favola del dipendente pubblico privilegiato».

Di molestie sui luoghi di lavoro ha parlato Chiara Landi, presidente Gruppo Donne USS: «Le molestie sessuali sul posto di lavoro non sono casi isolati, non sono eccezioni. Almeno una persona su tre ha subito molestie sessuali nel corso della propria vita lavorativa. E le conseguenze sono pesanti: stress, ansia, depressione, disturbi del sonno, calo dell’autostima. Ed è importante sottolineare che le molestie sono una questione di potere». Per Rocco Vitale, Presidente Comitato Verdi Ticino, «il mercato del lavoro è in piena trasformazione tra digitalizzazione, piattaforme e intelligenza artificiale, con effetti negativi su salari e diritti e una crescente frammentazione dei lavoratori. Di fronte a questa evoluzione, è fondamentale rafforzare l’unità della classe lavoratrice».

Non solo lavoro comunque negli slogan urlati dalla piazza: cori anche per la Palestina e contro l'arresto dei membri della flottiglia. La giornata della festa dei lavoratori proseguirà con una cena popolare e una lunga kermesse musicale che già dalle 18:00 con le Ctrl+Riot aveva acceso l'atmosfera. Con il calare della sera, il volume salirà ancora, grazie agli ZonaSun, storica band reggae ticinese, all’energia dei Plakkaggio, band italiana di Colleferro, che dal 2004 unisce punk hardcore, metal e spirito Oi.

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