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Federviti chiede più vino locale durante i grandi eventi

Il 2025? Anno complesso ma tutto sommato positivo, secondo il presidente Cadenazzi
Depositphotos (TarasMalyarevich)
Fonte Federviti
Federviti chiede più vino locale durante i grandi eventi
Il 2025? Anno complesso ma tutto sommato positivo, secondo il presidente Cadenazzi

BIASCA - Si è svolta a Biasca l’assemblea della Federazione dei Viticoltori della Svizzera (Federviti), durante la quale i delegati hanno fatto il punto su un 2025 complesso per il settore, ma ritenuto positivo per l’associazione. Nel corso dei lavori è stata approvata una risoluzione per promuovere in modo mirato i prodotti locali durante gli eventi in Ticino.

Nella sua relazione, il presidente Davide Cadenazzi ha sottolineato che «Federviti può guardare al 2025 con soddisfazione nonostante le numerose sfide incontrate e un contesto oggettivamente difficile», indicando come il percorso di rafforzamento avviato stia iniziando a dare risultati.

Il comparto vitivinicolo svizzero continua a confrontarsi con una congiuntura sfavorevole, segnata da cambiamenti nei consumi, pressione di malattie e effetti dei cambiamenti climatici. A questi si aggiungono fattori politici, tra cui proposte di risparmio che interessano il settore e un aumento degli oneri burocratici. Il consigliere nazionale Simone Gianini ha evidenziato come, a Berna, le rivendicazioni del comparto siano ascoltate anche grazie alla collaborazione con le associazioni di categoria: diverse misure di risparmio sono state respinte e resta centrale l’impegno per contenere la burocrazia.

Nel suo intervento, Cadenazzi ha inoltre affrontato il tema dell’estirpazione dei vigneti, applicata in modo variabile dai cantoni. Pur trattandosi di una misura ritenuta poco adatta al contesto ticinese, già dotato di un catasto viticolo, Federviti intende monitorare la situazione e collaborare per una migliore mappatura del vigneto cantonale, con l’obiettivo di valorizzare la qualità delle uve e il ruolo paesaggistico delle coltivazioni.

Riccardo Battelli del Servizio fitosanitario ha presentato il piano cantonale di lotta alla popillia japonica, basato sul coordinamento tra i diversi attori coinvolti dopo l’avanzata dell’insetto, in particolare nel Mendrisiotto nel 2025. Una presenza che, è stato ricordato, rappresenta una minaccia non solo per la viticoltura.

Al centro del dibattito anche il tema dei consumi e della commercializzazione. «La sfida non termina con la vendemmia o con l’imbottigliamento, ma con il consumatore», ha osservato Cadenazzi, rilevando come il vino ticinese sia spesso assente nelle grandi manifestazioni, in particolare quelle frequentate da turisti.

L’assemblea ha inoltre salutato Graziano Carrara, che lascia dopo 32 anni di attività nel comitato Federviti, di cui 16 come presidente della Sezione Locarno e Valli. Al suo posto è stato eletto Moreno Wildhaber, architetto di Mergoscia.

Il presidente dell’Interprofessione della Vite e del Vino Ticinese (IVVT), Andrea Conconi, ha indicato nei cambiamenti delle abitudini di consumo la principale criticità, aggravata da una crescente uniformità nella percezione del vino. Susanna Zamparutti, dell’Associazione svizzera sommeliers professionisti (ASSP), ha illustrato un progetto volto a incrementare la vendita di vini svizzeri attraverso la formazione dei ristoratori, incontri con i produttori e strategie mirate: «non vogliamo aspettare che il mercato cambi, vogliamo cambiarlo».

In conclusione, Cadenazzi ha annunciato una risoluzione che sarà sottoposta alla Camera agraria il 2 maggio, dedicata alla promozione del prodotto locale e intitolata “Ripartire dalle basi per valorizzare il territorio per essere più incisivi nella promozione dei prodotti locali”.

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