L'Italia taglia le accise, benzinai preoccupati

La decisione del governo Meloni fa riprendere la corsa dei ticinesi verso il pieno oltre confine.
LUGANO - Il taglio delle accise deciso dal governo italiano (misura che verrà estesa fino al 1° maggio) preoccupa e non poco i benzinai ticinesi. Quei 24,4 centesimi di risparmio con cui l'esecutivo di Giorgia Meloni ha voluto andare in soccorso degli automobilisti italiani mette scompiglio fra i gestori delle pompe di benzina della fascia di confine.
In una nota il presidente dell'Associazione ticinese delle stazioni di servizio (Atss) Matteo Centonze si dice «preoccupato» per la decisa differenza di prezzo tra le stazioni di servizio appena di là dal valico e quelle ticinesi. «C'è il rischio di un ulteriore calo della clientela». Con la benzina senza piombo 95 che oscilla tra 1,82 franchi e 1,90 e il diesel che ha superato i 2,20 franchi al litro, è facile constatare la corsa dei ticinesi al pieno oltre confine, dove il prezzo della benzina oscilla tra 1,74 euro (1,60 franchi) e 1,76 e il prezzo del diesel tra 1,98 euro e 2 euro.
L'associazione dei benzinai ticinesi chiede l'întervento di Berna, che si è rivelata a loro avviso assente «per tentare di riequilibrare la situazione» e chiedono degli interventi sul calcolo dell'Iva e delle misure per cercare di tutelare maggiormente gli operatori delle aree di confine.
Si stima che il flusso dei ticinesi verso le stazioni di servizio italiane sia aumentato tra il 20 e il 30%.



