Auto privata per lavoro? «L’attuale indennità non basta più, servono misure urgenti»

VPOD: «Rimborso chilometrico troppo basso. Siamo in una situazione eccezionale»
BELLINZONA - Tramite una lettera firmata dal co-segretario Edoardo Cappelletti, il sindacato VPOD ha richiesto al Consiglio di Stato un adeguamento straordinario dell’indennità chilometrica per l’utilizzo del veicolo privato a fini di servizio, alla luce dell’aumento attuale e prospettato del prezzo dei carburanti.
«Stando agli ultimi dati del TCS - si legge nel comunicato stampa - il costo della benzina in Svizzera si colloca infatti su livelli elevati, accostandosi ai 2 franchi al litro e risultando in rapido aumento rispetto agli anni precedenti. In questo contesto, il rimborso di 55 centesimi/km – già frutto dell’ingiusto abbassamento dai 60 centesimi/km nel 2022 – risulta oggi a maggior ragione insufficiente per coprire i costi effettivi sostenuti dal personale».
Nel concreto, per il sindacato, «ciò comporta una sensibile perdita di potere d’acquisto per i dipendenti interessati, ai quali ricordiamo che negli ultimi anni non è stato riconosciuto il pieno carovita. Vista l’eccezionalità della situazione, rivendichiamo quindi perlomeno un adeguamento straordinario del rimborso a 65 centesimi/km per i viaggi di servizio con veicolo privato».
Su base annua, nel caso di un dipendente che effettua 800 km/mese, ciò porterebbe a un maggiore rimborso di circa 880 franchi. «A sostegno della richiesta si ricorda che, in una contingenza analoga, nel 2022 il Cantone aveva accordato al settore dei SACD un aumento straordinario dell’indennità chilometrica.
Va infine rilevato «che il veicolo di servizio non è sempre disponibile e che, per esigenze operative, diverse mansioni non possono essere soddisfatte ricorrendo solo ai mezzi pubblici (ad esempio presso l’OSC)».



