Città della Musica, i lavori sono partiti

La consegna dello stabile principale è prevista nel 2028, l'intero complesso dovrebbe essere concluso nel 2029
La consegna dello stabile principale è prevista nel 2028, l'intero complesso dovrebbe essere concluso nel 2029
LUGANO - Ha preso avvio a Besso la realizzazione della Città della Musica, nuovo polo dedicato alla formazione, alla produzione e alla conservazione del patrimonio musicale. Il progetto sorgerà sull’area dell’ex Studio radio RSI e coinvolgerà istituzioni e realtà di rilievo a livello cantonale e nazionale.
Alla cerimonia simbolica hanno preso parte, tra gli altri, Ina Piattini Pelloni, presidente della Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana, Christoph Brenner, direttore generale del Conservatorio e della Scuola universitaria di Musica, la consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, il sindaco di Lugano Michele Foletti, oltre a rappresentanti del mondo accademico e culturale.
Promossa dalla Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana, l’iniziativa prevede il riadattamento dell’edificio esistente – riconosciuto come bene culturale – e la sua futura integrazione con due nuovi volumi. Il progetto si inserisce nel sistema universitario ticinese, garantendo la continuità delle attività della Scuola universitaria di musica, del Pre-College e della Scuola di musica, e accoglierà anche la Fonoteca nazionale svizzera.
Gli spazi saranno inoltre condivisi con diverse realtà attive sul territorio, tra cui l’Orchestra della Svizzera italiana, i Barocchisti, il Coro e la produzione musicale della RSI e Sonart. I lavori, avviati nel febbraio 2026, prevedono la consegna dello stabile principale nel 2028, in tempo per l’avvio dell’anno accademico 2028/29. Il completamento dell’intero complesso è invece atteso per il 2029.
Le parole - «Nel nostro vissuto, l’ipotesi di una Città della Musica l’avremmo dovuta confinare nei sogni. Invece oggi siamo qui per segnare l’inizio di una realtà che traghetterà il Conservatorio e il panorama culturale luganese in una nuova dimensione», ha dichiarato Ina Piattini Pelloni, ringraziando istituzioni e sostenitori privati. «È un momento emozionante! Oggi celebriamo l’avvio concreto della costruzione. Parliamo di muri, spazi, architettura. La vera sfida però inizierà dopo: far vivere questo luogo. Ma siamo fiduciosi: l’entusiasmo, la visione e il sostegno di tutti ci permetteranno di trovare le risorse necessarie», ha aggiunto Christoph Brenner.
Una pietra simbolica - Nel corso della cerimonia, gli architetti Karolina Slawecka e Pawel Krzeminski hanno presentato la pietra simbolica che sarà posata al termine dei lavori: una lastra incisa che richiama quelle dedicate ai progettisti storici dello Studio radio. «Progettare una scuola di musica non significa solo parlare di budget e di aspetti tecnici, ma soprattutto creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano sperimentare, creare e vivere la musica», hanno spiegato.
«Investire nell'oggi a favore del domani» - La consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti ha evidenziato il valore dell’iniziativa per il territorio: «Consolidare un centro dedicato alla formazione musicale significa investire nell’oggi a favore del domani. Significa offrire alle nuove generazioni maggiori opportunità di studio, crescita e apertura all’espressione artistica». Per il sindaco Michele Foletti, il progetto rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo culturale della città: «Negli ultimi anni Lugano ha rafforzato la propria identità culturale. Oggi abbiamo l’opportunità di completare questo percorso, dando vita a un polo che si configurerà come un vero e proprio ecosistema musicale di qualità».
Giovanni Merlini ha sottolineato la rapidità dell’iter progettuale, definendone la cronologia «sbalorditiva» e attribuendo l’assenza di opposizioni alla solidità e alla condivisione dell’iniziativa. Anche Carlo Donadini ha richiamato l’ampio sostegno raccolto, evidenziando il coinvolgimento della collettività: «In questo senso, quella odierna è una festa davvero corale, che coinvolge l’intera comunità».
La cerimonia si è conclusa con interventi musicali degli studenti della Scuola universitaria di Musica.




