Un Giardino dei Giusti sul Verbano

È stato presentato oggi il progetto a Locarno volto a consolidare «la vocazione di Locarno e del Locarnese alla costruzione della pace».
È stato presentato oggi il progetto a Locarno volto a consolidare «la vocazione di Locarno e del Locarnese alla costruzione della pace».
LOCARNO - La Fondazione Federica Spitzer e la città di Locarno hanno presentato oggi il progetto per la realizzazione di un Giardino dei Giusti nella città sul Verbano. «Il progetto - si legge in una nota stampa - è volto a consolidare, con un luogo dedicato, la vocazione di Locarno e del Locarnese alla costruzione della pace, alla solidarietà e all’accoglienza di perseguitati e vittime delle guerre».
Il Giardino dei Giusti di Locarno - che verrà realizzato all’interno del Parco della Pace - sarà un luogo che rende omaggio, con una targa e degli alberi di ulivo, all’impegno umanitario di donne e uomini comuni del Locarnese che si sono distinti per aver aiutato persone vittime delle guerre, dell’oppressione politica, della persecuzione razziale e della negazione della libertà, anteponendo il valore della solidarietà umana alla Ragion di Stato.
Le figure scelte dalla Commissione composta da Marino Viganò, Rodolfo Huber, Moreno Bernasconi, Diego Erba sono POLIA RUSCA, LILLY VOLKART, LUIGI LÜISIN RUSCA E WLADIMIR ROSENBAUM. Per illustrare al pubblico la loro vita e le loro opere, da fine marzo a fine maggio 2026, è prevista una serie di conferenze.
ll Giardino dei Giusti di Locarno sarà poi inaugurato il pomeriggio del 18 settembre 2026 al Parco della Pace di Locarno e in serata, al PalaCinema e in collaborazione col Locarno Film Festival, vi sarà una proiezione cinematografica aperta alla cittadinanza.
Il Sindaco di Locarno Nicola Pini ha sottolineato come il Giardino dei Giusti sia in continuità, incarni e alimenti quello spirito – l’esprit de Locarno – che con la firma del Patto nel 1925 aveva portato a un decennio di speranza, pace e fiducia tra Stati e nella cooperazione internazionale. Ha ricordato come quello spirito, fondato sul dialogo, sul confronto, sull’apertura, sulla dignità umana e sulla risoluzione dei conflitti attraverso il diritto e non la forza, continui ancora oggi a rappresentare un riferimento essenziale per la Città.
In questa prospettiva, Locarno intende «non solo custodire la memoria di quella stagione storica, ma anche tradurne concretamente l’eredità in iniziative capaci di rafforzare la coscienza civile, il senso di responsabilità collettiva e l’educazione alla pace».
Il Presidente della Fondazione Spitzer Moreno Bernasconi ha affermato che la costruzione della pace parte dal basso. La storia dei Giusti del Giardino di Locarno, figure comuni della società civile - eppure fuori del comune per forza morale - illustra quanto prezioso sia il ruolo di persone, famiglie e comunità di amici e sodali nei momenti più difficili e bui in cui la guerra e la barbarie infieriscono (e continuano purtroppo ad infierire anche oggi).
Marino Viganò ha illustrato le profonde, articolate radici del rifugio, della residenza e dell’asilo nella Confederazione elvetica - attrattiva nel corso dei secoli perché a lungo estranea ai conflitti, per la sua natura multiconfessionale e multietnica e relativamente tollerante. Locarno, in particolare, per la prossimità ai confini, come Lugano e Mendrisio, si trova a essere terra di accueil per perseguitati per motivi religiosi, renitenti alla leva napoleonica, patrioti durante il Risorgimento, anarchici, altrove meno tollerati, scrittori e intellettuali da metà XIX secolo, ebrei e partigiani in fuga dal nazifascismo dal 1933, profughi dell'invasione sovietica dell'Ungheria del 1956 e del colpo di stato di Augusto Pinochet in Cile nel 1973.
I GIUSTI:
Wladimir Rosenbaum (Minsk 1894 - Ascona 1984)
Avvocato e funzionario di origini russo-ebraiche, con la consorte Aline Valangin-Ducommun acquista a Comologno, in Ticino, la residenza estiva «La Barca», rifugio di artisti e intellettuali, tra i quali Ernesto Rossi, Elias Canetti, Jean-Paul Samson, Kurt Tucholsky, Wladimir Vogel, Ignazio Silone e molti altri ancora.
Luigi Rusca (Locarno 1885 - Locarno 1966)
Imprenditore, dirigente dell’Ospedale «La Carità» di Locarno, liberale di orientamento radicale supporta il giornale antifascista «Avanguardia» e soccorre con discrezione, attivamente, esuli politici, soprattutto nel 1943-’45.
Polia Rusca (Cholmetz 1884 - Locarno 1975)
Oftalmologa, nata in Bielorussia, sposata con il medico locarnese Franchino Rusca, durante il Primo conflitto mondiale 1914-’18 opera in un ospedale da campo della Croce Rossa in Slesia. Dal 1916 a Locarno, riorganizza l’ospedale, cura bimbi e rifugiati, crea centri di distribuzione di indumenti, viveri, trasfusioni e promuove corsi di cura nelle valli, attivandosi per il suffragio femminile e i diritti della donna.
Lilly Volkart (Zurigo 1897 - Ascona 1988)
Attivista sociale, assiste con il Comitato svizzero di soccorso, dal 1942, nel suo Kinderheim di Ascona per bimbi poveri e abbandonati, orfani ebrei, e poi nel 1943-’45 in una casa sul Monte Verità bambini profughi dall’Italia
LE CONFERENZE:
- Sala del Consiglio comunale di Locarno, Piazza Grande 18, ore 18.00
- Lilly Volkart: 24 marzo 2026
- Luigi «Luisïn» Rusca: 15 marzo 2026
- Polia Rusca: 6 maggio 2026
- Wladimir Rosenbaum: 28 maggio 2026







