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MENDRISIO / LUGANO

«Cinquant'anni accanto alla persona nella fragilità»

Oggi si è celebrata la giornata del malato. Gli organizzatori: «Non solo una ricorrenza, ma una testimonianza viva».
AGMSI
Fonte Red
«Cinquant'anni accanto alla persona nella fragilità»
Oggi si è celebrata la giornata del malato. Gli organizzatori: «Non solo una ricorrenza, ma una testimonianza viva».

MENDRISIO / LUGANO - «Una giornata intensa, fatta di incontri, sguardi, mani strette e parole condivise». Oggi si è celebrata La cinquantesima Giornata del Malato di AGMSI. Per gli organizzatori, «non è soltanto una ricorrenza: è stata la testimonianza viva di cinquant’anni di presenza accanto alle persone nella fragilità».

Cinque decenni «di ascolto silenzioso, di attenzione concreta, di comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte». Il tema 2026, “Autodeterminati e coinvolti”, ha attraversato ogni momento della giornata, «ricordando che anche nella malattia la persona resta protagonista della propria vita». Autodeterminazione significa «dignità. Coinvolgimento significa non essere soli».

La giornata si è aperta all’ospedale Beata Vergine di Mendrisio, nei suoi reparti di geriatria e RAMI (Reparti acuti di minore intensità). Dopo i saluti istituzionali, la delegazione ha incontrato i pazienti dei reparti.

La visita è poi proseguita alla Fondazione Luogo Pio G. Riziero Rezzonico – Ca’ Rezzonico di Lugano, dove gli ospiti della residenza hanno accolto la delegazione con sorrisi, racconti e memoria condivisa. Il pranzo comunitario è diventato un segno concreto di prossimità: non solo presenza formale, ma condivisione autentica. Nel pomeriggio, la casa anziani Residenza Paradiso ha ospitato l’ultimo momento della giornata.

Le celebrazioni del 50° anniversario si sono aperte sabato 28 febbraio, con un evento pubblico dedicato al dialogo sull’autodeterminazione e il coinvolgimento nella malattia, declinato in ambito pediatrico. Una testimonianza intensa e una tavola rotonda hanno dato voce a chi vive la fragilità in prima persona, ricordando che la malattia non cancella la persona, ma ne richiede ancora di più l’ascolto.

La Presidente di AGMSI, Ivana Petraglio, ha dichiarato: «È la continuità che fa la differenza, è la Pietas nell’accezione antica del termine che deve sorreggere il nostro impegno quotidiano».

Anche il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha voluto sottolineare: «La fragilità non deve essere relegata in un angolo nascosto della nostra società». Cinquant’anni dopo la sua fondazione, «AGMSI continua a ricordare che la Giornata del Malato non è un simbolo astratto, ma un impegno concreto. È la scelta di esserci. Di ascoltare. Di coinvolgere. Di custodire la dignità della persona, sempre. Perché una comunità si riconosce dalla capacità di restare accanto a chi è più fragile».

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