A Lugano lo sballo è tradizionalista

Marijuana in primis, ma anche cocaina. Così stando al monitoraggio delle acque reflue compiuto dall'Istituto federale svizzero per la scienza e la tecnologia dell'acqua
LUGANO - Il modo più accurato per valutare il consumo delle sostanze stupefacenti in una determinata città è l'analisi delle sue acque reflue. Dall'inizio dell'anno l'autorità di riferimento nazionale per il monitoraggio è l'Istituto federale svizzero per la scienza e la tecnologia dell'acqua (Eawag). Questo organismo - in collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) - analizza regolarmente campioni provenienti da dieci impianti di depurazione - tra cui quello di Lugano - che coprono complessivamente circa due milioni di abitanti svizzeri, precisa un comunicato odierno.
Nato durante la pandemia di Coronavirus per tracciare il virus Sars-CoV-2, il programma di monitoring è stato ampliato per rilevare anche influenza, virus respiratorio sinciziale (RSV) e, soprattutto, residui di farmaci e metaboliti di droghe, offrendo un'immagine oggettiva e in tempo reale dei consumi nella popolazione. I dati si basano sul principio che «le acque reflue non mentono» e sono pubblicati sul portale DroMedArio.
Aumenta il consumo di alcune droghe - I dati più recenti, relativi ai primi due trimestri del 2025 e diffusi oggi, evidenziano un aumento significativo del consumo di alcune droghe in Svizzera. In particolare, la ketamina registra un netto incremento rispetto agli anni precedenti.
A Zurigo le concentrazioni superano di gran lunga la media nazionale dei dieci siti monitorati, e si osservano picchi marcati nei fine settimana rispetto ai giorni feriali: un modello che punta chiaramente verso un uso ricreativo diffuso nella scena dei club e dei rave. Un trend analogo emerge per il crack, con valori ben sopra la media nazionale soprattutto a Coira e Zurigo e picchi nel fine settimana.
Come viene compiuta l'analisi - L'analisi è stata compiuta quantificando sette marcatori delle droghe illecite, che fungono da indicatori di consumo. I dati sulle acque reflue sono raccolti ogni 13 giorni da dieci impianti di depurazione in tutta la Svizzera e i risultati sono espressi in mg/giorno/1000 p, ovvero milligrammi di analita/giorno/1000 persone. «La ponderazione si basa sulla popolazione ufficiale dei comuni collegati agli impianti di depurazione interessati», precisa l'Eawag. I dati sono disponibili fino al secondo trimestre del 2025.
I dati di Lugano - Partiamo dall'AEME (Anhydroecgonine Methyl Ester), il metabolita di crack e freebase. Dopo una fine di 2024 ben al di sotto della media nazionale, è stato registrato un picco nel primo trimestre dello scorso anno: il dato luganese è 5,3 mg/giorno/1000p, contro una media nazionale di 5,4. I campioni che hanno concentrazioni superiori al limite di quantificazione (LOQ) sono pari all'86%. Il dato cala leggermente nel secondo trimestre 2025 (4,9 mg/giorno/1000p di fronte a un aumento nazionale a 5,7 mg/giorno/1000p).
Passiamo quindi alle anfetamine, il cui consumo a Lugano è decisamente inferiore alla media nazionale. Il dato più alto è quello del terzo trimestre 2024: 11,1 mg/giorno/1000p, con il 100% dei campioni superiori al LOQ. Il valore medio nazionale più alto, nel periodo preso in considerazione, è stato raggiunto nel primo trimestre 2025 con 53,8 mg/giorno/1000p.
Veniamo alla benzoilecgonina, il principale metabolita urinario della cocaina. In questo caso Lugano ha valori inferiori a quelli di altre città svizzere ma è, almeno per quanto riguarda la prima metà del 2025, al di sopra della media nazionale. Il picco è stato raggiunto nel primo trimestre con un valore di 894,5 mg/giorno/1000p (valore medio = 778), mentre nel secondo trimestre cala fino a 774 mg/giorno/1000p ed è molto più in linea con la media svizzera (737,8 mg/giorno/1000p).
È la volta di uno stupefacente di sintesi come la MDMA. Il picco a Lugano è stato raggiunto nel primo trimestre 2025 (16,9 mg/giorno/1000p), in concomitanza con un calo della media nazionale (22,3 mg/giorno/1000p). Il dato del secondo trimestre dello scorso anno va invece preso con cautela, avverte l'Eawag: è molto basso, 6,6 mg/giorno/1000p, ma la percentuale di campioni con concentrazioni superiori al LOQ è pari a zero.
Tocca quindi alle metanfetamine. Il dato di Lugano è il più basso tra le città rilevate e molto inferiore alla media nazionale. Nel secondo trimestre 2025 è stato di 1,3 mg/giorno/1000p, ben lontano dai 25,1 mg/giorno/1000p del valore di riferimento elvetico e dai 52,8 mg/giorno/1000p di Zurigo.
L'analisi si conclude con il THC-COOH, il principale metabolita urinario del THC e quindi utile per calcolare il consumo di cannabis. Per tre volte Lugano si è trovata a superare la media nazionale, compresi i primi due trimestri del 2025. I valori sono stati molto simili: 90,6 mg/giorno/1000p per i primi tre mesi dello scorso anno e 92,8 mg/giorno/1000p per il periodo da aprile a giugno. Nel secondo trimestre il valore medio nazionale è stato 69,7 mg/giorno/1000p. Solo Neuchâtel ha fatto segnare un valore più alto.



