Annullata la Marcia per la patria e la remigrazione

La conferma arriva dagli organizzatori, attraverso una nota social. Avrebbe dovuto tenersi il prossimo 21 febbraio a Lugano, ma il Municipio non ha concesso l'autorizzazione.
La conferma arriva dagli organizzatori, attraverso una nota social. Avrebbe dovuto tenersi il prossimo 21 febbraio a Lugano, ma il Municipio non ha concesso l'autorizzazione.
LUGANO - La Marcia per la patria e la remigrazione, prevista per il prossimo 21 febbraio, è annullata. A confermarlo sono gli stessi organizzatori in un comunicato diffuso sui loro canali social. Interpellati da tio.ch, gli stessi hanno confermato la decisione.
Secondo quanto comunicato, il diniego sarebbe motivato esclusivamente da ragioni di sicurezza. In particolare, le autorità temono possibili tensioni legate all’annunciata presenza di una contro-manifestazione riconducibile ad ambienti dell’estrema sinistra, che non risulterebbe formalmente notificata.
Per lo stesso sabato pomeriggio, era stata organizzata una contro-manifestazione antifascista. Una situazione, quindi, che avrebbe potuto diventare facilmente esplosiva in un contesto - considerando anche il Carnevale - estremamente delicato dal punto di vista della sicurezza.
Gli organizzatori della marcia contestano la decisione, sostenendo che le forze dell’ordine siano abitualmente impegnate nella gestione di eventi potenzialmente conflittuali, come le partite di calcio e hockey, e che pertanto le motivazioni addotte non sarebbero sufficienti a giustificare il divieto. Inoltre, evidenziano come negli ultimi mesi si siano svolte in città diverse manifestazioni non autorizzate senza conseguenze rilevanti.
Nel loro comunicato, i promotori interpretano il mancato via libera come un segnale di difficoltà da parte dello Stato nel garantire la sicurezza e l’esercizio dei diritti fondamentali, tra cui la libertà di espressione e i diritti politici. Nonostante il divieto, dichiarano l’intenzione di proseguire la propria attività politica.
«Lo scopo della mobilitazione era far discutere e, soprattutto, svelare l'ipocrisia di chi predica tolleranza ma pratica il veto», riporta la nota dai toni forti e provocatori, «grazie al nervosismo e alla reazione scomposta di certi apparati, la missione può dirsi compiuta oltre ogni aspettativa. È stato un piacere vederli collaborare così attivamente alla riuscita del piano comunicativo, offrendo alla cittadinanza lo spettacolo del loro finto moralismo. Un ringraziamento sentito per essere stati, sorprendentemente utili».
La Marcia, lo ricordiamo, avrebbe dovuto tenersi sabato sera (alle ore 17) partendo dalla Stazione di Lugano. A partecipare, oltre agli organizzatori del Fronte nazionale elvetico, altri gruppi di destra d'Oltregottardo.
Alle ore 16, invece, avrebbe dovuto tenersi anche un presidio antifascista (anche questo non autorizzato dalla Città di Lugano) con il coinvolgimento di realtà locali - Collettivo Zapatista Lugano, Gaza Action Ticino, SOA Ticino - e sostenuta dall'MPS.




