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ZURIGOUna donna può continuare a vivere da sola in una casa di sei stanze

13.04.24 - 12:28
Dal 2019 Zurigo vuole affittare i 10mila appartamenti della Città alle persone che più ne hanno bisogno.
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Fonte Tages Anzeiger
Una donna può continuare a vivere da sola in una casa di sei stanze
Dal 2019 Zurigo vuole affittare i 10mila appartamenti della Città alle persone che più ne hanno bisogno.
Le norme più severe non possono però essere applicate ai vecchi contratti. Lo ha deciso l'Alta Corte.

ZURIGO - Due "storiche" inquiline possono continuare a vivere in due degli oltre 10mila appartamenti di proprietà della Città di Zurigo. L'Alta Corte di Zurigo ha dato loro ragione: avevano presentato ricorso contro la decisione del Municipio di ricollocarle in appartamenti più piccoli rispetto a quelli dove vivono attualmente.

La questione, scrive il Tages-Anzeiger, riguarda l'Ordinanza sulle locazioni entrata in vigore dal 1° gennaio 2019. Da tale data, infatti, la Città ha imposto dei requisiti più severi per poter accedere a una delle sue abitazioni a prezzo vantaggioso. Tra gli altri, si deve essere in una condizione di reale necessità; il numero di residenti non può essere inferiore al numero di stanze complessive dell'abitazione meno uno (quindi a fronte di quattro stanze, gli abitanti devono essere tre, ndr); gli inquilini possono guadagnare fino a sei volte tanto l'affitto lordo e se il patrimonio supera i 200mila franchi, una parte viene dedotta; infine, in caso si voglia subaffittare, si può fare, ma per un massimo di un anno.

Nuove regole, nuovi contratti - Regole più stringenti, dunque, che il Municipio ha applicato ai circa 2700 contratti di locazione stipulati a partire dal 1° gennaio 2019. E che ha tentato di implementare anche per i circa 4900 contratti più vecchi. La Città ha infatti previsto un periodo di transizione, che si sarebbe dovuto concludere all'inizio di gennaio di quest'anno, durante il quale è stato proposto ai vecchi inquilini di trasferirsi in appartamenti più piccoli e ragionevoli rispetto a quelli in cui hanno abitato. In caso di rifiuto, si è proceduto con la rescissione del contratto.

Inquilini in tribunale - Tuttavia, circa 50 inquilini non hanno accettato la modifica di contratto. Non solo. Hanno portato la questione in tribunale. La maggior parte dei ricorsi si è poi risolta con l'adeguamento all'Ordinanza sulle locazioni del 2019. L'Alta Corte si è però espressa a favore di due casi.

Da sola in un appartamento di sei stanze - Il primo riguarda una donna che abita da sola in un appartamento di sei stanze per 2860 franchi al mese. Si era trasferita lì nel 1995 con il marito, morto qualche anno fa. Secondo la nuova legge dovrebbe cercare quattro coinquilini o trasferirsi in un bilocale, ma lei rifiuta categoricamente.

Così come la seconda donna che, dal 1999, vive in un appartamento mansardato di tre locali e mezzo. All'epoca costava 2'493 franchi. A quanto pare, guadagna troppo per poter vivere "a spese" della Città.

«Il reddito non può essere motivo di disdetta» - La sentenza dell'Alta Corte parla chiaro. Le due inquiline possono continuare a stare nella loro casa per il momento. Il documento riporta infatti che il Municipio non può semplicemente adeguare i contratti di locazione, poiché il diritto in materia non consente «interventi radicali» nei contratti esistenti. Come riporta il Tages-Anzeiger, secondo la sentenza, un successivo inasprimento della «clausola di massimo guadagno» non è ragionevole. Gli inquilini devono sapere fin dall'inizio quali sono le condizioni di annullamento. Insomma, il reddito non deve diventare improvvisamente un motivo di disdetta. E tanto meno la Città ha il diritto di richiedere informazioni pertinenti alle autorità, rappresenta una violazione della privacy.

Una questione di privacy - Anche nel caso della casa con sei stanze, l'Alta Corte si espressa facendone una questione di privacy. L'appartamento dispone di un solo bagno e vivere con almeno quattro persone per la donna rappresenterebbe un vero problema. Dunque era «adatta solo in misura molto limitata a ospitare altri adulti». Non si poteva dunque pretendere che la donna vivesse con estranei. Inoltre, il Comune non poteva nemmeno limitare il periodo di subaffitto: così facendo avrebbe violato la legge federale.

«I contratti rimangano tali» - Con le due sentenze, l'Alta Corte ha decretato che la nuova ordinanza è praticamente nulla per i contratti esistenti. La Città non è pertanto autorizzata ad applicare alcuna misura restrittiva importante. Tutti i contratti stipulati prima del 2019, devono quindi rimanere tali.

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