ATTUALITÀ SETTIMANALE
06.02.2017 - 14:080

Bilancio moderatamente positivo del nuovo anno

Equity & Fund Analysis BSI

 

Siamo ancora nel mezzo delle pubblicazioni trimestrali dei risultati e all’appello delle maggiori società elvetiche mancano ancora alcuni nomi importanti, ma è già possibile stilare un primo incoraggiante bilancio dell’inizio del nuovo anno borsistico dell’SMI.
A grandi linee, uno degli elementi di supporto che stanno emergendo è che l’SMI, nelle prime settimane del nuovo anno, ha reagito prevalentemente agli stimoli perlopiù positivi provenienti dalla borsa americana, mentre si è mostrato meno sensibile all’andamento dei mercati europei. Questo parallelismo è altrettanto valido per le società più piccole dell’indice SPI, che ha quindi ripreso la precedente tendenza a performare meglio dell’indice maggiore, una tendenza provvisoriamente interrotta nella prima quindicina di dicembre ma che sembra ritornata a ricalcare la traiettoria percorsa negli ultimi due anni.

Un secondo elemento d’interesse è che la borsa svizzera si è rafforzata non ostante l’apprezzamento del CHF sul USD, sfidando un parallelismo che avrebbe suggerito il movimento contrario. Questa anomalia ci porta ad esaminare i volumi della borsa svizzera che in effetti, pur senza raggiungere i picchi dei momenti caldi dello scorso anno, sono stati sostenuti facendo lievitare la media della contrattazioni verso la fascia medio alta, in una crescita che si è fatta sempre più intensa dall’inizio dell’anno.

I due indizi messi assieme ci fanno supporre che ci siano stati flussi dall’estero verso la borsa svizzera, a parziale compensazione del deflusso occorso durante il 3° trimestre. I due principali moventi di questo ritorno di fiamma sono l’incertezza che è tornata a serpeggiare nell’economia degli Stati Uniti e nell’instabilità della nuova gestione politica, che iniziano a erodere le probabilità di una rapida ripresa dei tassi d’interesse e dunque dell’appetibilità del USD, rendendo quindi nuovamente interessante un investimento nella borsa svizzera in CHF, che in questo frangente assume una volta di più il ruolo di moneta rifugio.

Una conferma in questo senso è giunta dalla giornata di venerdì con la pubblicazione dei dati sull’occupazione negli US, una delle statistiche più osservate dalla Fed per le decisioni di politica monetaria, che ha nuovamente indebolito il USD e contemporaneamente rafforzato l’SMI nel breve volgere di pochi minuti.

Il secondo motivo è invece l’andamento abbastanza rassicurante, se non proprio euforico, delle pubblicazioni dei risultati trimestrali e annuali, premessa indispensabile per la conferma della tradizionalmente generosa politica di distribuzione dei dividendi che sarà l’argomento centrale della borsa elvetica nei mesi primaverili.

Proprio questo elemento sarà sotto la lente settimana prossima in quanto si presenteranno al pubblico le società del settore finanziario. Le banche arrivano a questo appuntamento con un vettore di debolezza dall’Europa ma anche uno di forza ben maggiore dagli US, dove le riforme del Dodd-Franks Act potrebbero avere i giorni contati.

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