I primi 80 anni di Massimo Boldi

Dalla musica al cabaret, fino al cinema: tutti gli exploit del nativo di Luino
MILANO - Chissà se è vero anche per Massimo Boldi, che domani compie 80 anni in compagnia di pochi e selezionati amici, la leggenda per cui dietro la maschera del comico di razza si cela sempre un'anima triste e solitaria.
Certo è che nel suo caso la mitezza e l'autoironia rappresentano la sua dimensione intima, unite al ricordo indelebile di quanto è stata dura la salita al successo e quanti gli amici persi per strada dopo che è rimasto solo quando la sua amata moglie Marisa, sposata nel 1973, è scomparsa nel 2004 dopo una lunga e dolorosa malattia. Nel festeggiare la sua parabola artistica e personale, cui ancora oggi vorrebbe dare un seguito con un surreale "Natale..in casa Boldi", è giusto collocare Massimo Antonio Boldi (nato a Luino il 23 luglio del 1945) in quella galleria di personaggi che per decenni hanno conquistato il grande pubblico popolare riproducendo con complice simpatia i vezzi, le timidezze, le sbruffonerie dell'italiano medio.
Per dar vita all'ormai mitico Cipollino e alle altre maschere indossate in una carriera che dura ormai da più di 50 anni, da quando svestì i panni giovanili di batterista dopo 10 anni di gavetta, e finì in tv nel pomeriggio domenicale di Canzonissima. In realtà già sei anni prima aveva calcato il palcoscenico del celebre Derby di Milano, spinto dal fondatore Gianni Bongiovanni e da Enzo Jannacci. Ma è per merito di una televisione privata, Antennatre, fondata da Renzo Villa ed Enzo Tortora, che si scopre cabarettista amato, facendo l'"apripista" dello spettacolo in coppia con Teo Teocoli.
Figlio di un pasticcere friulano e primo di tre fratelli, Boldi era sbarcato a Milano nel 1956, aveva fatto il vetrinista e il venditore porta a porta, aveva una folta chioma da "capellone", amava la musica e il cinema (ancora oggi conserva una preziosa cineteca privata con copie in 35mm), finì presto nel giro del formidabile gruppo di talenti del Derby, tra Cochi e Renato, Gaber, Faletti, i Gufi, Abatantuono, Funari. A Legnano dove registrava in tv con l'amico Teocoli, i suoi maestri erano Bebbe Recchia (regista) e Paolo Beldì, ma anche i colleghi Gino&Michele o Gaspare&Zuzzurro. Su Raiuno portò anche un altro personaggio di successo, Mario Vigorone e fu tra i primi comici lombardi a conquistare la platea televisiva nazionale.
La porta del cinema si apre per Massimo Boldi nel 1975 con una particina in Due cuori, una cappella di Maurizio Lucidi cui seguono altri piccoli ruoli con Sergio Corbucci, Salvatore Samperi, Luciano Salce e le prime regie di Renato Pozzetto, la svolta arriva nel 1980 quando Dino Risi lo sceglie per "Sono fotogenico" e poi con Carlo Vanzina per "Eccezziunale...veramente" nel 1982. A trascinarlo nel coro di protagonisti liberandolo dal semplice ruolo di "spalla" è Carlo Verdone che se lo mette a fianco (insieme a Enrico Montesano) de "I due carabinieri" del 1984 e su di lui scommettono subito dopo Carlo Vanzina ("Yuppies") e Neri Parenti ("I pompieri").
Infine arriva la stagione del sodalizio con Christian De Sica (conosciuto già ai tempi del cabaret) quando Aurelio De Laurentiis vara la coppia regina dei "cinepanettoni" natalizi con "Vacanze di Natale '90" e la regia di Enrico Oldoini. La cavalcata natalizia che porta Boldi&De Sica ai quattro angoli del mondo durerà almeno otto volte, mentre il mite Massimo cerca anche altre strade (Pupi Avati gli regalerà il ruolo più sofferto e personale in "Festival", 1996), ma quasi sempre torna a seguire un sentiero già tracciato che gli mantiene il favore del pubblico del weekend.
Nel 2018 Christian De Sica, insieme al figlio Brando, lo chiama sul set per un film che, fin dal titolo, vuole sgombrare le dicerie sulla traumatica fine della loro coppia, una sorta di Laurel&Hardy di Cinecittà: "Amici come prima". Adesso le cose sono diverse, la maturità ha spento vecchie storie e il cinema (anche quello comico) guarda sempre più spesso altrove. Forse è profetico che il suo nuovo film per la tv si intitoli "A Capodanno tutti da me", andato in onda su Canale 5 lo scorso gennaio. Ma il volto pacioso, il sorriso mite, la parlata lombarda di Cipollino non sono andati in soffitta. È pronto a tornare, come nelle fiabe.




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