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Come si distilla un'opera d'arte

"Intense & Ciao", il primo album di Tam Bor, è il racconto di un processo creativo, dall'idea alla consegna nelle mani del pubblico
MAHALIA TAJE GIOTTO
Giacomo Bastianelli, in arte Tam Bor.
Come si distilla un'opera d'arte
"Intense & Ciao", il primo album di Tam Bor, è il racconto di un processo creativo, dall'idea alla consegna nelle mani del pubblico
SAVOSA - Di "Intense & Ciao", il primo lavoro sulla lunga distanza di Tam Bor (ovvero il musicista svizzero-messicano Giacomo Bastianelli), colpisce fin da subito la centralità data alla componente ritmica. Non poteva essere diversamente, per un...

SAVOSA - Di "Intense & Ciao", il primo lavoro sulla lunga distanza di Tam Bor (ovvero il musicista svizzero-messicano Giacomo Bastianelli), colpisce fin da subito la centralità data alla componente ritmica. Non poteva essere diversamente, per un artista che ha saputo crearsi una solida esperienza (e reputazione) come batterista per vari gruppi indie, su tutti i Peter Kernel.

Le batterie, in questo album, sono l'elemento iniziale, ciò che dà vita a tutto. «Come musicista sono molto istintivo: non seguo la teoria, le melodie sono a orecchio, ma mi baso tanto sulla ritmica. Questa è la prima parte che inizio a scrivere, creando un brano». Una caratteristica essenziale è la loro riproducibilità dal vivo. «Nei lavori precedenti ho composto delle batterie al computer, per poi rendermi conto che non riuscivo a suonarle nei live. Questa volta mi sono voluto accertare che non fosse così».

Già, il live, il momento del concerto. "Intense & Ciao" è un album che si mostra al meglio in questa dimensione. Anche Giacomo è d'accordo: «Nel 2023 ho fatto uscire un Ep ("Standby", ndr) con canzoni costruite per l'ascolto su disco. Fin troppo, tanto che perdevano molto dal vivo». Questo nuovo lavoro ha voluto, fin dalla partenza, essere una dimostrazione concreta «delle sensazioni che provo durante i live, dove m'immergo al 100% in qualcosa di super intenso, che finisce solo quando smonto la batteria e saluto il pubblico».

Questo è un album molto personale, nel quale Giacomo mostra il suo modo di lavorare. Non solo nella musica, ma anche nel suo ambito professionale di designer grafico. «È il percorso che seguo per qualsiasi progetto ed è scandito da vari passaggi, che ho ripreso nei titoli delle canzoni». "Primo" «è l'idea di base, la scintilla; "Ego" è quella componente che può entrare in gioco e bisogna decidere se combatterlo oppure assecondarlo; c'è poi il "Dilemma" delle scelte creative» e via così.

Tam Bor, attraverso questa successione di titoli, ha distillato gli elementi essenziali di «un periodo molto intenso della vita, quello della creazione». Che si conclude con un rilascio del lavoro finito, che sia un album oppure un quadro o un disco. Un momento quasi liberatorio che passa attraverso «momenti bassi oppure molto alti. C'è il "Fiasco", nel quale da un errore si possono ricavare degli spunti interessanti, oppure la traccia finale che ho indicato come "Virtuoso" e richiama il voler essere perfetti. Anche se mi accorgo, come musicista, che sono legato più agli amatori, che fanno le cose "alla buona" ma giungono al risultato».

I titoli sono frutto di un fine lavoro di cesello: «Volevo parole che si potessero leggere in italiano, in inglese e non solo, che funzionassero bene in varie lingue». Per Bastianelli, che come detto ha origini svizzere e messicane, il plurilinguismo è un tema importante. Ma non scontato, artisticamente: «È la prima volta che canto in italiano. I brani precedenti erano in inglese, con dei passaggi in spagnolo. Questi sono rimasti, ma ho deciso di usare la mia lingua madre per comporre testi in grado di esprimere il messaggio in modo molto più diretto. In più l'italiano mi aiuta molto con la ritmica, lo trovo più "spezzettato" rispetto all'inglese».

"Intense & Ciao" non può essere etichettato a un singolo genere: ci sono chiari riferimenti hip hop, c'è l'eredità indie rock appresa nel suonare con svariate formazioni di questo genere. «C'è il future garage, ma qualcuno ci ha visto anche richiami al kraut rock». Di sicuro c'è una certa attitudine punk.

Lo si può considerare con pieno diritto un concept album, sia per la scelta contenutistica «di raccontare un percorso creativo» che per l'omogeneità sonora e stilistica. E il titolo ha una storia decisamente particolare. «Quando lavoravo per la scuola d'arte a Losanna c'era un collega fotografo che, durante il vernissage di un suo libro, tatuava ai presenti delle frasi estrapolate dal volume. Andando a cercarne una che potesse colpirmi, ne ho trovata una riferita a uno dei suoi primi amori: aveva scritto che quella relazione era stata "intense and ciao", ovvero che era finita lì». In pratica la sintesi della creazione secondo Tam Bor, una sorta di mantra, che da allora si trova su di lui, incisa sulla pelle.

Il release party è in programma questa sera a Losanna, al La Breche. Per una data in Ticino «bisognerà aspettare l'estate».

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