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CANTONE / SVIZZERA

Marc Sway si apre al Ticino: «Vi canto le mie radici»

Il cantautore a Lugano per presentare "Roots", il nuovo album in uscita oggi. «Emozione doppia» nella ballad con la figlia Naomi Ayleen
Marc Sway si apre al Ticino: «Vi canto le mie radici»
Jonathan Heyer
Marc Sway si apre al Ticino: «Vi canto le mie radici»
Il cantautore a Lugano per presentare "Roots", il nuovo album in uscita oggi. «Emozione doppia» nella ballad con la figlia Naomi Ayleen
LUGANO - Ci incontriamo davanti a un buon caffè e mi saluta in italiano, sorridendo come fossi io l'ospite d'onore, ma la vera star è lui. Due volte Coach a "The Voice of Switzerland", autore della colonna sonora "I can see the world" per la Nati a...

LUGANO - Ci incontriamo davanti a un buon caffè e mi saluta in italiano, sorridendo come fossi io l'ospite d'onore, ma la vera star è lui. Due volte Coach a "The Voice of Switzerland", autore della colonna sonora "I can see the world" per la Nati al mondiale 2014, ambasciatore culturale della Svizzera alle Olimpiadi di Rio. E poi un'anima soul, che racchiude passione «per le cose belle» e ritmi di fuoco. Insomma, ci proviamo ma non è facile racchiudere dentro una definizione l'estro cosmopolita di Marc Sway: «Perché io sono molte cose».

La sua voce va assaporata: «Del resto io amo cucinare», ci spiega scherzando il cantautore zurighese che ha scelto Lugano per raccontarsi. Siamo seduti uno di fronte all'altro, all'interno dell'Auditorio Rsi a Besso, poco prima dello Showcase a lui dedicato, condotto da Isabel Piazza su Rete Tre. L'occasione è il lancio di "Roots" il nuovo album, in uscita il 21 febbraio, del 45enne figlio d'arte, «mamma percussionista brasiliana e papà cantante rock di Zurigo». Dieci canzoni inedite che commuovono ma che fanno anche ballare, ridere e sognare. Con testi in inglese e portoghese, ritmi afro-brasiliani e un omaggio alla tradizione jodel.

«Canto le mie radici che rappresentano non solo la mia storia musicale ma anche il mio passato », ci spiega Marc. «Il papà di mia mamma ha origini africane ma ho anche origini indigene del Brasile, in Amazzonia, e portoghesi: insomma, molte culture insieme». Papà di Naomi Ayleen e Nahla Sophia, marito di Severine dal 2006. E ancora, cantautore con 7 album pubblicati, ambasciatore culturale della Svizzera, personaggio televisivo.
Ma chi è davvero Marc Sway?
«Sono soprattutto una persona curiosa. Amo fare le cose che mi piacciono e dove posso essere creativo. Ho fatto anche un film ma la musica è per me la forma d'arte ed espressione che preferisco».

Torniamo all'album, in "Ocean Call", che canti anche in portoghese, c'è energia e saudade.
«È vero. La nostalgia capita, c'è nel ricordo dei brevi momenti di felicità della vita come quando sei a tavola con gli amici e tutti ridono davanti a un bicchiere di vino. Ma poi come viene, se ne va. Così accade in "Ocean Call" che contiene questa energia e musicalmente mi piace molto per il ritmo della bossa nova».

Nel singolo che dà il nome all'album la tua voce si accompagna a quella di Stefanie Heinzmann.
«Ci siamo conosciuti a "The Voice of Switzerland": lei è fonte di ispirazione e una grande amica. Questa canzone calza perfettamente a Stefanie. Come del resto anche a me, per lo "slave beat", il ritmo che ricorda i miei antenati che dall'Angola e da Capo Verde arrivarono in Brasile come schiavi. Per questo è una canzone che sento molto vicino».

Mentre in "Don't You" duetti per la prima volta con tua figlia Naomi Ayleen. Come lei anche tu a 16 anni avevi debuttato al Montreux Jazz Festival.
«Nella canzone papà e figlia si scambiano reciprocamente lo stesso messaggio di speranza: "Sei più forte di quanto tu possa credere". Cantare con lei è gioia immensa, è una doppia grande emozione, quella di fare musica e condividerla. È come mettere insieme i miei due amori».

In "Colorblind" chiudi l'album con un canto Jodel insieme al coro Sunnsite di Sörenberg, è la tua impronta svizzera?
«Mi sento metà svizzero e metà brasiliano. Della Svizzera amo la democrazia, la multiculturalità, le quattro lingue, lo stare tutti insieme. E nel lavoro ne apprezzo la puntualità, la precisione e la dedizione. Così in Roots non poteva mancare, oltre al ritmo afro-brasiliano, anche la musica popolare folk come quella Jodel, che mi fa battere il cuore e venire la pelle d'oca ogni volta che la ascolto. È un modo per dire che siamo più vicini di quanto possiamo immaginare».

Hai un musicista preferito?
«Mi piace molto Jovanotti. Siamo molto vicini dal punto di vista della multiculturalità. Anche lui ha influenze musicali brasiliane e africane».

Descrivici il duetto con Naomi Ayleen e "Roots" in due parole.
«Speranza e stabilità».

Roots è disponibile su tutte le pattaforme digitali. Mentere il cd è contenuto all'interno di un libretto con le ricette di cucina amate da Marc («perchè la musica si sposa con il cibo»), i testi delle canzoni e le foto dal tour.

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