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LUGANO
10.04.2017 - 07:000

«Dovevo lavarmi le mani 20 volte per sentirmi pulito»

Antonello è cresciuto con una mamma iperprotettiva e ligia al dovere. Ma oggi a 50 anni ne paga il prezzo

 

LUGANO - «Quan’ero piccolo mia madre mi diceva sempre che dovevo fare il bravo bambino. Dovevo sempre avere un contegno, non potevo mettere le mani scomposte, non dovevo sfiorare il pube con le mani…era peccato.

Mia madre era molto religiosa e ci teneva tantissimo a seguire tutte le funzioni.

Dovevo seguirle anch’io. Era più importante per i mei genitori che io andassi a messa, che seguissi tutte le attività della Chiesa, che pregassi mettendomi sempre in posizione di genuflessione, piuttosto che andare a giocare con gli altri bambini.

Prima il dovere e raramente il gioco, il divertimento.

Mia madre era molto normativa. Ho molto amato mia madre, ma forse l’educazione è stata troppo severa.

Mia madre mi ha amato tantissimo, ma non mi ha permesso di crescere da solo, di sbagliare e imparare.

Anticipava sempre lei ogni cosa: «devi fare così… è sbagliato fare in quel modo… stai attento quando esci…. non farmi fare brutte figure…» questo mi diceva.

Lo diceva per proteggermi, ma forse ha avuto l’effetto di non autonomizzarsi. Mio padre sembrava si fosse assimilato a lei, accettava quello che mia madre diceva. Non ho mai capito se lui ci teneva così tanto come la mamma alla religione, o se invece lo faceva per non contrastarla e non sviluppare dei conflitti». 

Così racconta Antonello la sua infanzia. Antonello, che oggi ha 50 anni, durante l’adolescenza ha iniziato a sentirsi dubbioso, insicuro, ad avere pensieri ruminanti.

Con molta difficoltà riuscì a terminare la scuola commerciale e iniziò anche a lavorare.

Dopo pochi mesi di lavoro sviluppò sempre più difficoltà relazionali, lavorative e sociali.

Al lavoro era molto più lento degli altri: per adempiere ad una mansione che i colleghi facevano in un’ora, lui ne metteva almeno due e nei mesi il rallentamento era diventato ancora più significativo ed anche gli atti della vita quotidiana cominciarono a rallentarsi.

La sua mente era colma di pensieri dubbiosi, di ruminazioni, di contraddizioni e per ridurre quest’ansia psichica iniziò a mettere in atto comportamenti compensatori.

Iniziò a lavarsi le mani sempre più spesso poiché i suoi pensieri gli dicevano che tutto ciò che toccava poteva essere contaminato.

Ogni cosa che toccava doveva essere poi compensata con innumerevoli lavaggi.

Iniziò ad associare alla paura della sporcizia e al lavaggio, il conteggio dei numeri.

Se non si lavava le mani almeno 20 volte non si sentiva pulito e se l’ultimo lavaggio non coincideva con un numero mentale multiplo di 3 doveva ricominciare tutto daccapo.

Non è stato aiutato in tempo!

Non è stato compresa la sua difficoltà!

È arrivato tardi in terapia!

Il disturbo ossessivo compulsivo si può curare, ma bisogna riconoscerlo e sapere chiedere sostegno subito.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-21 07:14:51 | 91.208.130.86