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PRO JUVENTUTE
14.09.2017 - 07:000

Sguardo rivolto al futuro, ma senza dimenticare il presente

Fare il punto della situazione, guardare quello che si è fatto, è un dovere che noi adulti siamo chiamati a fare

 

Succede assai frequentemente di sentire o di leggere (in special modo nelle pagine dedicate alla pubblicità) che l'azienda "x" è leader del settore, che offre prospettive rivoluzionarie negli ambiti di sua competenza, che è sempre votata all'innovazione e allo sviluppo di nuove idee di business in grado di far evolvere definitivamente il tessuto economico, di sbaragliare la concorrenza eccetera eccetera. Tutto giusto, bello e, soprattutto, importante.

Non mi è però quasi mai successo di leggere, se non nei classici (tanto per intenderci, diciamo classico tutto ciò che si può leggere, guardare, ascoltare dando ad esso un senso profondo ancora a decenni di distanza dalla sua produzione) qualcosa che mi permettesse di capire che sicuramente è importante il futuro, ma lo è altrettanto il presente.

In altri termini, oltre che ad essere innovativi dobbiamo essere capaci di far bene quello che facciamo e, soprattutto, di sapercene rallegrare e di saperne beneficiare e gioire. Innovare sì, progredire certamente, ma anche cogliere l'importanza del qui e adesso inteso non come momento a sé ma come momento che risulta dalla vita che ho vissuto fino ad oggi. In educazione questa sorta di bilancio è importantissima.

Fermarsi a guardare con i propri piccini e con i propri ragazzi quello che si è fatto, fare un bilancio, cercare i punti forti e quelli deboli delle esperienze maturate (tutte, anche quelle apparentemente meno significative) è un dovere che noi adulti (nota bene: genitori o meno questo poco conta) siamo chiamati a fare. Vada il futuro; vada ancora di più l'iperfuturo innovativo e super super super tecnico; vada però con altrettanta importanza il buon (non) vecchio punto alla situazione, il bilancio (non di competenze, ma delle esperienze vissute e maturate), il fermarsi un attimo per guardarsi in giro e dirsi che: fino ad oggi, ne è valsa la pena.
Ai nostri bambini facciamo certamente apprendere a correre e a innovarsi continuamente, senza dimenticare però che il camminare e il guardarsi attorno assume almeno la stessa importanza e valore educativi.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-17 20:12:27 | 91.208.130.87