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Pelletier: "Sidney Crosby non verrà ad Ambrì"

Il coach biancoblù ha fatto il punto del mercato, aprendo alla possibilità dell'arrivo di un big: "Non tutti ambiscono alla NHL o alla KHL. Svizzeri? Con Lauper siamo a posto"
Keystone/Patrick Kraemer
Pelletier: "Sidney Crosby non verrà ad Ambrì"
Il coach biancoblù ha fatto il punto del mercato, aprendo alla possibilità dell'arrivo di un big: "Non tutti ambiscono alla NHL o alla KHL. Svizzeri? Con Lauper siamo a posto"
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AMBRÌ – Lauper è stato ingaggiato. Jacquemet non arriverà. Crosby rimarrà – ovviamente – un sogno. Questo ci ha confidato, tra una risata e l’altra, Serge Pelletier, coach di un Ambrì co...

AMBRÌ – Lauper è stato ingaggiato. Jacquemet non arriverà. Crosby rimarrà – ovviamente – un sogno. Questo ci ha confidato, tra una risata e l’altra, Serge Pelletier, coach di un Ambrì costretto a cercare un equilibrio tra le grandi ambizioni e un budget rivisto al ribasso.

Gli stranieri di prima fascia, quelli sognati da tutti, non vengono in Svizzera nei loro anni migliori. Dalle nostre parti, a meno che non si disponga di una montagna di quattrini, arrivano infatti giocatori che ancora si devono imporre o atleti esperti. La fascia 25-32 anni, di solito, un big la vive a tutta velocità in NHL o KHL. “Non sono del tutto d’accordo – ha sottolineato proprio Serge Pelletier – gli atleti non valutano infatti solo l’aspetto sportivo. Ci sono molti altri fattori che influiscono sulla scelta di una destinazione”.

I migliori al mondo di solito stanno in Nord America o al massimo optano per la Russia.
“Mettiamola così: Sidney Crosby l’anno prossimo non giocherà da noi”, ha aggiunto ridendo Pelletier.

Per un problema di budget o ambizioni?
“Entrambi forse. Scherzi a parte anche noi, come Lega svizzera, sappiamo attirare i campioni. Prendete Noreau: per lui questi sono gli anni più importanti della carriera eppure è qui ad Ambrì. E per rimanere in Leventina ha declinato molte offerte pervenutegli dalla KHL. Questo prova quanto sostenuto prima: i grandi campionati non sono per forza le destinazioni preferite dai giocatori. In Russia, per esempio, le trasferte sono molto impegnative. A volte i tesserati sono costretti a stare lontani da casa per due o tre settimane di fila. Non tutti sono disposti a tale sacrifici. Diciamo che l’aspetto extrahockeystico ha il suo peso. Nonostante, è ovvio, molti sognino di misurarsi con i migliori al mondo”.

E quel che ruota intorno a bastone e disco, in Svizzera, non ha eguali. Detto ciò, come procede la ricerca di stranieri?
“Ne servono un paio e non abbiamo fretta”.

Ci può fare l’identikit di chi si presenterà alla Valascia?
“Non ci sono parametri fissi. Importante è che siano ragazzi in grado di calarsi perfettamente nel nostro ambiente e che fin dalla prima partita di campionato, a settembre, possano farci fare il salto di qualità. Età o altri fattori non sono influenti. Vedremo quel che offrirà il mercato europeo e poi, tra poco, cosa si potrà trovare su quello dei free agent della NHL”.

Qualcosa ad Ambrì si è però già mosso e si sta muovendo. Adrien Lauper ha già firmato e Arnaud Jacquemet pare vicino.
“L’ingaggio di Lauper ci ha completato. È un buon giocatore e con lui abbiamo chiuso le trattative con gli svizzeri. Jacquemet, quindi, non arriverà…”.

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