INTERVISTA: Silvan Zingg, al New Orleans Jazz di Ascona
È uno dei pochi svizzeri presenti al prestigioso Festival di Ascona di quest’anno. Vale la pena di conoscerlo meglio, non vi sembra?
Hai solo 26 anni eppure hai già una carriera abbastanza consistente fatta di manifestazioni, festivals, partecipazioni…
Ho iniziato molto presto. Sin da bambino ho cominciato a suonare il piano. Quello che io chiamo la mia passione. Una passione che è appunto iniziato già nell’infanzia. Poi verso i sedici anni sono arrivati i primi ingaggi. Mentre ero al Liceo il mio professore d’inglese mi ha sentito suonare e siccome lui organizzava il Blues To Bop a Lugano mi ha invitato a partecipare. Sono stato il più giovane musicista mai apparso in quella manifestazione, avevo 17 o 18 anni. Successivamente a quella mia partecipazione sono stato invitato negli Stati Uniti.
Come mai ti sei appassionato al boogie-woogie?
Io suono il boogie-woogie quello originario degli anni ’20 e ’30. Una musica che veniva suonata nei bar di Chigago, erano soprattutto i neri a suonarla. I neri, spesso, per racimolare i soldi per il pagamento dell’affitto, organizzavano durante tutta la notte delle feste in cui suonavano tutto il tempo. Queste feste si chiamavano “House Rent Party” e da lì che è nato il genere boogie-woogie. Mi sono appassionato a questo genere quando l’ho sentito in radio per la prima volta. Allora ero un bambino e mi ricordo che ero subito stato rapito dal ritmo e dall’atmosfera sonora che questa musica riusciva a suonare. È una musiva viva che mi ha conquistato da subito e che col tempo, attraverso il mio talento, mi ha permesso di conoscerla sempre meglio.
Oltre al boogie-woogie quali altri generi musicali ti piacciono?
Io ascolto e suono un po’ di tutto, anche perché qui in Ticino, come un po’ nel resto della Svizzera, è difficile vivere solo con il boogie-woogie. Spesso suono in alcune feste, in matrimoni, compleanni e in quei casi affronto un repertorio molto vasto che parte dalla musica latina fino alla musica moderna, passando per il blues e a tanti altri generi musicali.
Hai già realizzato quattro CD. È stato difficile?
Mah, oggi giorno non è poi così difficile. Inoltre io sono avvantaggiato perché sono un solista. Si affitta in genere lo studio di registrazione e si fa in modo che nell’arco dell’intera giornata vengano realizzati e registratati tutti i pezzi, in questo modo le spese si riducono. Fatto questo, poi tutto è più facile. Questi quattro Cd li ho prodotti da solo, sia per quanto riguarda la parte creativa che per quella grafica. Sono Cd che contengono sia pezzi famosi suonati alla mia maniera sia brani che ho composto personalmente.
E il tuo ultimo Cd Live che è uscito proprio quest’anno…?
È un CD Boogie-Woogie Duets Live realizzato con un pianista olandese. Abbiamo realizzato in gennaio dei concerti dal vivo, quindi li abbiamo registrati. Era già da un po’ di tempo che volevo realizzare qualcosa di live anche perché mi arrivavano molte mail che mi incitavano a produrre qualcosa dal vivo. Questa era l’occasione migliore per farla.
Muoversi a livello musicale qui in Ticino è facile oppure diventa un’impresa?
Beh, non è facilissimo. Certamente bisogna darsi molto da fare. Fare il musicista non è sempre facile; non è sicuramente un lavoro da impiegato dove alla fine del mese sei sicuro che ottiene uno stipendio. Fare il musicista vuol dire andare alla ricerca di ingaggi e farsi sentire continuamente dagli organizzatori di spettacoli. Inoltre il boogie-woogie qui in Ticino non è molto conosciuto. Anzi non lo suona quasi nessuno. Credo, non vorrei sbagliare, di essere l’unico musicista di questo genere. Lo sforzo di portare questa musica vicino alla gente è molto duro poiché la maggior parte si sente, almeno qui in Ticino, più vicina alla musica dei cantautori italiani. Io, ho un mio gruppo di fans che vengono sempre ad ascoltarmi.
Quest’anno ti vedremo al New Orleans Festival di Ascona….
Ed era ora visto che mi sono fatto quasi tutti i Festival, dal Blues To Bop al Piazza Blues e in effetti Ascona mi mancava ancora.
Una carriera internazionale la tua. Ad un certo punto sei uscito dai confini svizzeri per approdare negli Stati Uniti per suonare nella Carolina del Sud. Che ricordo hai di quel periodo?
È stata una esperienza unica. Avevo 18 anni e arrivavo fresco dall’Europa. La cosa che maggiormente mi aveva colpito era quella di constatare che la gente sentiva tantissimo l’esigenza di ascoltare questo tipo di musica. Arrivava perfino a ballare sui tavoli. Inoltre siccome vedevano che ero così giovane si esaltavano ancora di più. In fondo gli americani si esaltano per poco.
Sei giovane quindi userai sicuramente Internet…
Sì Internet mi piace moltissimo. Sono stato uno dei primi musicisti di boogie-woogie a mettere una Homepage su Internet. Internet è sicuramente il futuro. La mia Homepage mi serve per far arrivare il mio prodotto in tutto il mondo. Infatti mi arrivano richieste di acquisto del miei Cd dalle parti più disparate del globo. Con Internet il mondo diventa davvero piccolo.
di Sal Feo




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