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SVIZZERAUbs analizza 100 istituti svizzeri, ecco i rendimenti

10.04.24 - 09:28
Il risultato migliore (3,31%) è stato ottenuto da una piccola cassa pensione.
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Fonte UBS
Ubs analizza 100 istituti svizzeri, ecco i rendimenti
Il risultato migliore (3,31%) è stato ottenuto da una piccola cassa pensione.

Uno studio sulla performance dei fondi pensione, analizzando circa 100 istituti svizzeri. È il lavoro svolto dagli economisti James Mazeau ed Elisabeth Beusch dell'UBS Chief Investment Office Global Wealth Management (UBS CIO GWM). I due studiosi hanno poi sintetizzato ed estrapolato i dati complessivi relativi al mese di marzo (2024).

Si comincia dalla performance media, al netto delle commissioni, che è stata pari al 2.01%, a fronte di un rendimento dall'inizio dell'anno del 3,94%. A febbraio invece «l'intervallo di performance di tutte le casse pensioni era di 2,51 punti percentuali».

Il meglio e il meno buono - Il risultato migliore (3,31%) è stato ottenuto da una piccola cassa pensione con un patrimonio gestito inferiore a 300 milioni di franchi, mentre il risultato peggiore (0,80%) è stato ottenuto da una grande cassa pensione con un patrimonio gestito superiore a 1 miliardo di franchi. 1,60% invece dalle casse pensioni di medie dimensioni che gestivano un patrimonio compreso tra 300 milioni e 1 miliardo di franchi.

Tutti i dati - Con una media di 0,19, l' indice di Sharpe (degli ultimi 36 mesi) - continua lo studio - è stato inferiore a quello del mese precedente (0,21). Per i fondi pensione grandi il valore era 0,23, per i fondi pensione medi era 0,24 e per quelli piccoli era 0,12. Nel mese di marzo la performance media di tutte le classi di attività è stata positiva. Misurate in CHF, le azioni globali sono quelle che hanno guadagnato di più (5,18%), seguite dalle azioni svizzere (3,89%). La crescita più debole è stata quella degli investimenti diretti in immobili (0,16%) e delle obbligazioni quotate in CHF (0,75%).

Il rally azionario continua - Gli indici azionari hanno raggiunto nuovi massimi in un rally alimentato da «robusti risultati finanziari di società di qualità e dati macroeconomici incoraggianti». Mentre a fine marzo i mercati finanziari statunitensi si aspettano, a causa dei dati sull’inflazione modesti, solo tre tagli dei tassi di riferimento invece dei sei nella seconda metà dell’anno, la Banca nazionale svizzera è stata la prima grande banca centrale a ridurre i suoi tassi di riferimento. Il contesto di politica monetaria ha quindi stimolato le obbligazioni su tutti i mercati, ma l’ampliamento del differenziale dei tassi d’interesse ha portato anche ad un deprezzamento del franco svizzero rispetto al dollaro USA e all’euro. 

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