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SVIZZERA / LIBIA

Jihad contro la Svizzera: il DFAE tace, gli altri reagiscono

Vibranti proteste da varie nazioni ed istituzioni. Jean Ziegler: "Parole ad uso interno della Libia"
Keystone / Ap Hassene Dridi
Jihad contro la Svizzera: il DFAE tace, gli altri reagiscono
Vibranti proteste da varie nazioni ed istituzioni. Jean Ziegler: "Parole ad uso interno della Libia"
GINEVRA - Si susseguono le reazioni, in Svizzera e all'estero, dopo le dichiarazioni del colonnello libico Muammar Gheddafi, che ieri ha rivolto un appello alla "guerra santa" contro la Svizzera, definita uno stato "miscredente e ...

GINEVRA - Si susseguono le reazioni, in Svizzera e all'estero, dopo le dichiarazioni del colonnello libico Muammar Gheddafi, che ieri ha rivolto un appello alla "guerra santa" contro la Svizzera, definita uno stato "miscredente e apostata che distrugge le case di Allah". Solo il Dipartimento federale degli affari esteri si è trincerato dietro un "no comment".

A Bruxelles il portavoce del ministro degli esteri europeo Catherine Ashton ha detto che le dichiarazioni libiche contro la Svizzera per il recente voto sulla costruzione di nuovi minareti sono "inopportune". "Queste notizie, se sono corrette, arrivano al momento sbagliato, proprio mentre l'UE lavora a stretto contatto con la Svizzera per raggiungere una soluzione diplomatica" al contenzioso tra Berna e Tripoli.

Una dura condanna è stata espressa dalla Francia: "parole inaccettabili", ha detto a Parigi il portavoce del ministero degli esteri, mentre da Roma il ministro Franco Frattini ha fatto sapere che "non c'è molto da commentare". "C'è semplicemente da dire che auspichiamo una soluzione immediata del contenzioso che riguarda la Svizzera e la Libia".

Da Ginevra il direttore generale dell'ONU Sergei Ordzhonikidze ha affermato che "simili dichiarazioni da parte di un capo di Stato sono inammissibili sul piano delle relazioni internazionali". "Spero - ha aggiunto - che saremo in grado di prevenire attacchi contro la sicurezza degli edifici delle Nazioni Unite". Ordzhonikidze, smentendo informazioni di fonte libica, ha peraltro precisato di non aver mai ricevuto lettere ufficiali, da Tripoli, in cui si chiede il trasferimento della sede europea dell'ONU al di fuori della Svizzera.

I musulmani di Svizzera, per bocca del segretario dell'Istituto culturale musulmano Mohamed Karmous, si sono detti indignati: "Gheddafi non è credibile e le sue dichiarazioni sono estranee all'islam". Il colonnello libico "non vive sul nostro pianeta", ha detto Karmous.
Il sociologo, ed ex parlamentare socialista Jean Ziegler, vice presidente del comitato consultivo del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, ha sostenuto dal canto suo che le parole di Gheddafi "sono state pronunciate esclusivamente a uso interno".

Non è la prima volta che Gheddafi attacca di petto la Svizzera: nello scorso luglio durante il vertice del G8 dell'Aquila, e una seconda volta in settembre, il colonnello aveva infatti chiesto all'assemblea generale dell'ONU di cancellare la Confederazione dalla carta geografica, smembrandola in tre parti. Secondo gli intendimenti del leader libico, la Svizzera italiana doveva essere assegnata all'Italia, i cantoni francofoni alla Francia e la Svizzera tedesca alla Germania.

Ats

Foto Keystone / Ap Hassene Dridi

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